Una lunga intervista, tanti ricordi e un racconto che parte dall'infanzia e arriva fino al Mondiale del 2026. Con i passaggi sull'Inter

Milan-Inter, gol Lautaro

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IL MONDIALE DA INFORTUNATO

IL MONDIALE IN QATAR GIOCATO CON LE INFILTRAZIONI

"Mi ricordo che al primo allenamento con la Nazionale, dopo il viaggio, abbiamo fatto un po' di mobilità e già non sentivo più la caviglia.

Allora parlai con l'allenatore e gli chiesi se potevo lasciarla riposare un po'. Quell'amichevole non la giocai.

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Poi, quando è cominciato il Mondiale, già nella prima partita contro l'Arabia Saudita ho giocato con l'anestesia.

È successo anche dopo la seconda partita, ma dopo quella contro il Messico è diventato davvero difficile continuare. È normale, perché quando ti sottoponi alle infiltrazioni poi fai fatica persino a camminare la mattina. I primi cinque o sei passi, appena sveglio, erano da piangere per il dolore.

Vivevo con il ghiaccio nella mia stanza, cercando continuamente di sgonfiare la caviglia. Con le infiltrazioni si era gonfiata moltissimo. Era diventato molto difficile allenarmi, perché dovevo prima riuscire a far diminuire il gonfiore".

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