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fcinter1908 news interviste Marini: “Un mese fa avrei detto Como, gioca benissimo. Ora l’Inter si è ripresa e ha Lautaro”

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Marini: “Un mese fa avrei detto Como, gioca benissimo. Ora l’Inter si è ripresa e ha Lautaro”

Marini: “Un mese fa avrei detto Como, gioca benissimo. Ora l’Inter si è ripresa e ha Lautaro” - immagine 1
Intervistato da La Provincia, l'ex tecnico di Inter e Como Gianpiero Marini ha parlato della sfida di domenica tra le due squadre
Andrea Della Sala Redattore 

Intervistato da La Provincia, l'ex tecnico di Inter e Como Gianpiero Marini ha parlato della sfida di domenica tra le due squadre

C’è Como-Inter.

—  

Sarò allo stadio. Ed è difficile immaginare il perché.

Prego.

—  

Un mio amico di Lodi, con ruolo in politica, a un certo punto è diventato tifoso del Como. Immagino sia capitato a molti, visto come gioca. E così mi chiede di accompagnarlo. Ho visto Como-Genoa e Inter-Como.

Giudizio?

—  

In quelle due occasioni il Como non mi è piaciuto, ma credo che siano state due rare occasioni in cui non è stato “Il Como”. A San Siro onestamente è stato anche un po’ presuntuoso, ha preso due o tre imbarcate all’inizio. Però vedo le partite del Como, e adesso fa spavento. Gioca benissimo, mamma mia. Allenatore che sa il fatto suo.

Facciamola subito fuori: chi vince?

—  

Mmmm... Un mese fa forse avrei detto il Como. L’Inter ha pagato l’eliminazione dalla Champions, ho visto Inter-Atalanta e la squadra di Chivu era irriconoscibile. Ecco, avesse incontrato l’Inter in quel momento, avrebbe avuto più chances. Adesso l’Inter si è ripresa, ha recuperato Lautaro. Però non è detto eh. Vediamo.

Che effetto le ha fatto tornare al Sinigaglia dopo tanti anni?

—  

Un effetto strano, perché è cambiato tutto, c’è questa organizzazione monstre, ti accolgono, tutti sorridenti, gentili. Ai miei tempi tutto questo non esisteva, la società non era ricchissima. Si pensava solo al calcio.

Marini: “Un mese fa avrei detto Como, gioca benissimo. Ora l’Inter si è ripresa e ha Lautaro”- immagine 2

Lei ha vinto una Coppa Uefa con l’Inter e una Coppa Italia di serie C con il Como. Imparagonabili, forse, ma per dire che ha vinto da allenatore due volte, seppure con brevi esperienze.

—  

Se è per questo ho conquistato anche la promozione in B con la Cremonese che è stato un mezzo miracolo, la società era in crisi finanziaria e in finale i tifosi del Livorno erano in stragrande maggioranza. Ma vincemmo.

Torniamo alle due coppe con Inter e Como. In cosa si somigliano?

—  

Facile. Che non volevo allenare. Da tempo la mia passione era la finanza. Sin da ragazzo. Quando andai in prestito alla Triestina, cercai di iscrivermi a Economia e Commercio, ma era pieno, e così mi iscrissi a Scienze biologiche. Cosa c’entra? Nulla, infatti mollai presto. Ma la mia passione era l’economia, la finanza, la borsa. In ritiro con l’Inter c’è chi giocava a carte, chi leggeva la Gazzetta, io leggevo Il Sole 24 Ore.

E’ vero che curava gli investimenti dei suoi compagni?

—  

No. Davo consigli se me li chiedevano, ma i risparmi sono una cosa personale. Oriali si fidava e mi chiedeva sempre...

Dunque non voleva allenare.

—  

Nel calcio ero convinto di aver dato tutto, volevo una nuova dimensione. Comunque ero rimasto nel settore giovanile dell’Inter, dove vinsi con Allievi e Primavera, ma non volevo fare la carriera di tecnico.

Invece la chiamarono.

—  

Una sorpresa. Pellegrini doveva sostituire Bagnoli, promossero me. E vincemmo la Uefa. Ma poi mi fermai. Volevo cambiare aria.