Beppe Marotta, presidente dell'Inter, ha parlato ai microfoni de La Domenica Sportiva dopo la conquista del 21esimo scudetto: "Un valore fondamentale di un manager è il coraggio: noi abbiamo identificato in Chivu il profilo adatto per quest'Inter perché aveva vinto il Triplete, sa cos'è la cultura del lavoro, aveva giocato qui tanti anni, allenato e vinto con la Primavera e poi salvato il Parma. Tutti questi requisiti hanno fatto sì che non avessimo timore nell'affrontare con lui quest'esperienza.

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Marotta: “Mai indicati arbitri graditi o sgraditi, assolutamente! Mai fatto, non è nel nostro DNA”
Lo dico con umiltà, questo management ha vinto tre scudetti con tre allenatori diversi: abbiamo messo tanta passione e voglia di lavorare bene. Chivu è stato l'artefice e il leader riconosciuto: ha portato questa vittoria forse insperata per essere il suo primo anno, lo dico anch'io. Non immaginavamo di arrivare con questa facilità di arrivare a 12 punti dalla seconda: ma è tutto merito loro. E abbiamo ancora la Coppa Italia che ci lusinga molto.
Se il caos arbitrale può macchiare la stagione? Non faccio altro che dire quello che ho detto domenica scorsa: noi non abbiamo mai indicato né verbalmente né per iscritto arbitri graditi o sgraditi. Assolutamente. E' una cosa che non è nel nostro DNA, non l'abbiamo mai fatto: siamo tranquilli della nostra correttezza e lealtà: lo ridico ancora oggi ai tifosi di stare tranquilli. Un nome per lo scudetto? Il calcio è un gioco di squadra, bisogna ricordare anche chi non ha mai giocato come Di Gennaro, che in settimana è stato uno sparring partner per gli altri. Se devo fare un nome lo faccio, è il capitano: Lautaro trasmette i valori che ti portano a vincere con più facilità".
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