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Martorelli: “L’Italia riparta da Bastoni, Pio Esposito non è scarso per un rigore”

Martorelli: “L’Italia riparta da Bastoni, Pio Esposito non è scarso per un rigore” - immagine 1
Giocondo Martorelli, agente e intermediario, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di TMW per parlare del fallimento Nazionale
Alessandro De Felice
Alessandro De Felice Redattore 

Giocondo Martorelli, agente e intermediario, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di TMW per parlare del fallimento Nazionale e del futuro degli Azzurri.

“Le dimissioni di Gravina sono arrivate con quarantotto ore di ritardo ma sono ben accette. Un senso di responsabilità e una voce popolare continua lo hanno portato a rassegnare le dimissioni. Questo però deve essere un primo passo: guai a pensare che le dimissioni di Gravina possano cambiare tutto quello che non va”.

Bastoni

E adesso, come si riparte?

“Auspico una serie di dimissioni e un cambiamento radicale. Per poter pensare che le cose possano cambiare per il futuro occorre riformare tante cose. Sento tante nomination tra presidenti e allenatori. Oggi non c’è un presidente adatto, piuttosto qualsiasi persona che volesse candidarsi dovrebbe presentare un programma, come accade in politica. Serve un cambiamento a trecentosessanta gradi: settori giovanili, serie D, C fino ad arrivare alla A”.

Gattuso?

“È il meno responsabile. Probabilmente dopo che siamo rimasti in dieci la Nazionale poteva fare meglio, ma aveva ereditato una situazione negativa. Giusto che faccia un passo indietro, come Buffon: questo gli rende onore. Ma prima di pensare al nuovo allenatore occorre partire dalle basi. Rivedrei quindi sicuramente la Riforma Zola, costruire giovani che non meritano di giocare ma che lo fanno solo perché i club minori incassano contributi, non serve a nulla. Gli aiuti vanno dati alle società professionistiche che investono su strutture, allenatori che insegnano calcio e non solo perché gioca un ragazzo del 2007 o del 2008. Quello non è far crescere giovani ma illudere ragazzi e famiglie perché questi calciatori se non hanno realmente qualità dopo qualche anno non giocheranno più”.

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Da che allenatore ripartirebbe?

“Gli allenatori più importanti sono già impegnati. Bisogna capire che intenzioni ci sono. Ma faremmo uno sbaglio sistemando la cupola senza partire dal basso. Bisogna premiare chi crea strutture e costruisce una base di allenatori che siano in grado di insegnare calcio”.

Gli uomini da cui ricominciare?

“Palestra, Kean, Bastoni… abbiamo elementi che possono dare tanto alla nostra Nazionale. Pio Esposito non è certo diventato scarso perché ha sbagliato un rigore. Donnarumma è un 99. I calciatori da cui ripartire ci sono”.