Intervistato dal Giorno, l’ex di Como e Inter Matteoli ha parlato della sfida e anche di Barella avuto anni fa al Cagliari:

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Matteoli: “Chivu meglio di Inzaghi per un aspetto. Barella? Ha una dote che fa la differenza”
Si aspettava, ad inizio anno, un Como-Inter a sette giornate dalla fine decisivo per Scudetto e zona Champions?
«Direi proprio di no per il Como, che è la sorpresa della Serie A. Una bella squadra, ma non pensavo sarebbe arrivata così in alto. L'Inter è la più forte del campionato, si poteva pensare che sarebbe stata li».
Anche dopo un'annata senza titoli come quella passata e con tutte le polemiche estive?
«Ha gestito male il finale, complici i tanti impegni e il fatto che giocavano spesso gli stessi. Chivu è riuscito a far meglio, sotto questo aspetto. Certo, va considerato che non ha più la Champions. Per un gruppo come quello dell'Inter, l'eliminazione così in anticipo è stata dolorosa».
Ora i pilastri del gruppo sembrano tutti in buone condizioni. Compreso Barella, che lei conosce bene.
«Da tanti anni. Lo vidi da responsabile del settore giovanile a Cagliari e lo portammo a Como, quando ero collaboratore di Gianluca Festa».
Si intuiva che potesse arrivare a certi livelli?
«Nessuno ha la sfera di cristallo, ma le doti c'erano. Fa tanta differenza la testa e lui in questo è forte, gli permette di uscire fuori alla grande dai momenti difficili».
Come quello antecedente al gol con la Roma.
«La questione è anche che se giochi bene e poi hai un calo, una volta che accade ti puntano tutti. Ti danno un'etichetta e fai fatica a liberartene».
Nell'Inter è tornato in auge anche Calhanoglu, una volta trequartista e da qualche anno regista. Un percorso che le dovrebbe ricordare qualcosa...
«Il sottoscritto. Fui uno dei primi a fare quel passaggio. Trapattoni all'Inter ci vide lungo e io feci bene. Molti registi bravi sono partiti come trequartisti, perché servono doti di personalità, tecnica. Cose che hai oppure no. L'esempio chiaro è Pirlo».
Il Como ne ha presi tanti di stranieri. E rischia di andare in Champions.
«Li ha presi bravi, però. Secondo me ce la farà. Se poi dovesse andare in Europa League sarebbe comunque un grande risultato».
E i traguardi dell'Inter?
«Lo Scudetto mi pare sicuro».
Ci sarebbe anche la Coppa Italia, con un altro Inter-Como alle viste.
«Pensi che io giocai la famosa semifinale di ritorno dell'86, ma da avversario del Como, con la Sampdoria. Finì in un parapiglia, partita sospesa e vittoria a tavolino per la Doria. Era stato un confronto alla pari. Quando poi si finisce così è una sconfitta per tutti, non vince nessuno».
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