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Milan, Allegri: “Obiettivo Champions e grande responsabilità. Società? Chi è nel club lavori…”

Alessandro De Felice
Alessandro De Felice Redattore 
Lallenatore del Milan è intervenuto in conferenza stampa, come di consueto, alla vigilia della gara di campionato contro l'Atalanta

Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, è intervenuto in conferenza stampa, come di consueto, alla vigilia della gara di campionato.

Domani sera i rossoneri ospitano a San Siro l'Atalanta nella 36esima giornata di Serie A, con le due squadra in corsa per obiettivi diversi: il Milan vuole sigillare la qualificazione alla prossima Champions League, mentre l'Atalanta vuole difendere il settimo posto.

"Non è che in due giorni migliori la condizione atletica: in questo momento qui è l'aspetto mentale che conta. Non bisogna perdere voglia, convinzione e soprattutto entusiasmo. Ci vuole coraggio domani, come a Genova e come col Cagliari senza spendere energie in altre cose ma soprattutto mettendo l'attenzione nella partita di domani sera: anche l'Atalanta ha l'obiettivo di mantenere il settimo posto. Bisognerà essere molto bravi. Domenica scorsa è stata una partita molto strana: dovevamo evitare di prendere il gol a inizio secondo tempo e lo abbiamo preso in modo troppo facile".

Quanto è importante l'aspetto psicologico?

"In questi momenti invece di parlare e dire, c'è solamente da fare. Abbiamo fatto buoni giorni di allenamento. Non è che l'Atalanta è scarica, è un'ottima squadra: dobbiamo fare una prestazione ottima per portare a casa il risultato"

Preoccupato?

"Non sono preoccupato: bisogna vedere le cose in maniera positiva. Normale che quando vieni da una sconfitta come quella di Sassuolo, vedi le cose in maniera più negativa di quello che sono. Abbiamo il destino nelle nostre mani: il calcio è bello perché in 90 minuti può e deve cambiare tutto. Detto ciò, domani comunque vada, non saremo nè in Champions, nè fuori dalla Champions matematicamente".

Quando è il Milan è uscito dalla lotta Scudetto, sono calate le motivazioni?

"Bisognerebbe entrare nella testa di ognuno. Abbiamo la grossa responsabilità di portare il Milan in Champions: dobbiamo fare tutto il possibile perché succeda. Il gruppo che è partito a luglio sicuramente farà parte della prossima annata: tutti dobbiamo avere voglia e convinzione e responsabilità che arrivi questo risultato".

Sulla contestazione a Furlani:

"A livello dirigenziale e con la società, al di là dei confronti dove ognuno dice giustamente la sua e non tutti possiamo essere d'accordo, tutti abbiamo l'obiettivo di arrivare in Champions. Domani abbiamo bisogno dei tifosi, perchè domani tutti insieme dobbiamo cercare di raggiungere questo obiettivo che è difficile da raggiungere come avevo detto in tempi non sospetti. Ci siamo e bisogna concentrare tutte le energie su domani".

Ha vissuto l'ultimo Milan di Berlusconi e la Juve di Agnelli: questa società ha una mentalità vincente?

"Non sono mai stato da solo. Quando abbiamo fatto incontri e riunioni c'è sempre stato un confronto: abbiamo cercato di far sì che la squadra potesse ottenere dei risultati e che potesse essere sostenibile. Sono stati cambiati tanti giocatori, non era semplice: anche calciatori che hanno fatto un po' meno arrivano da campionati stranieri. Credo sia stata creata una buona base: se si poteva fare meglio o peggio non lo so. Importante è che il Milan possa giocare in Champions il prossimo anno".

Quando parla di compattezza nel club, dice la verità ai tifosi?

"Quest'anno abbiamo lavorato bene. Nell'ultimo periodo sono mancati i risultati. I tifosi ci devono dare una mano perché tutti insieme dobbiamo fare in modo che il Milan giochi in Champions. Poi quando ci sono dei confronti ci sono cose su cui siamo d'accordo. L'importante è che tutti lavorino per il club Milan: mi hanno insegnato e ho appreso che nel Milan sono passati in tanti ma quello che rimane è sempre il club. Chi è all'interno del Milan deve lavorare per il club che ha una storia da difendere e un DNA glorioso. Io l'ho riscontrato nei dirigenti ma poi non è facile fare risultati. Quest'anno se riuscissimo a entrare nei primi 4, e capisco che il Milan deve sempre avere l'ambizione di vincere, vuol dire che abbiamo fatto un buon lavoro e c'è una buona base per migliorare l'anno prossimo. Se il Milan arriverà a sesto vuol dire che ci siamo meritati di arrivare sesti. L'importante è che tutti dobbiamo lavorare per il club. Gli obiettivi personali vanno messi da parte, quello collettivo è che il Milan deve tornare a giocare la Champions".