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Mourinho: “Mai avrei pensato a Chivu allenatore, non sembrava predestinato e invece ha…”

Mourinho: “Mai avrei pensato a Chivu allenatore, non sembrava predestinato e invece ha…” - immagine 1
Intervistato dal Giornale, José Mourinho ha parlato del calcio italiano e anche del tecnico dell'Inter Chivu sempre più vicino allo scudetto
Andrea Della Sala Redattore 

Intervistato dal Giornale, José Mourinho ha parlato del calcio italiano e anche del tecnico dell'Inter Chivu sempre più vicino allo scudetto

Parliamo del calcio italiano. Siamo di nuovo nella bufera.

«In realtà io credo che il calcio italiano non sia diverso dagli altri, solo che qui ciclicamente si riesce a investigare e fare pulizia».


Domenica l'Inter potrebbe vincere lo scudetto.

«Mi fa piacere per Chivu, anche se quando lo allenavo non avrei mai pensato che potesse fare l'allenatore. Era un ragazzo per bene e tranquillo, un bravissimo giocatore, però non sembrava un predestinato. È stato intelligente: ha studiato, ha fatto la gavetta nelle giovanili, ha imparato nel modo giusto. Non è nato allenatore per generazione spontanea».

Mentre in altri casi...

«Confermo: molti oggi vanno in panchina perché sanno vendersi bene. Avere un buon Pr vale più di essere davvero capaci».

L'immagine è tutto, insomma.

«Diciamolo: questa cosa che l'idea di gioco vale più dei risultati è la più grande bugia dal calcio. La prima cosa è che per vincere bisogna avere tanta qualità e fare tante cose per bene, solo dopo viene l'estetica. Il prodotto vincente è un prodotto vincente».

Mourinho: “Mai avrei pensato a Chivu allenatore, non sembrava predestinato e invece ha…”- immagine 2

Quindi Mourinho non è vecchio.

«Sento dire cose come "difendiamo la sconfitta". Ma per favore...».

Perché a Roma è così difficile vincere?

«Non so: per me Roma è stato il posto più bello della mia carrie-ra. Non ho mai sentito un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio, l'Olimpico sempre pieno, quello che la gente sente per i giocatori. Il livello di esigenza è alto? Non è un dram-ma, perché poi quando abbiamo vinto la Conference la festa è stata pazzesca: nemmeno nei trionfi che ho avuto in Champions ho visto delle scene così. Ma la mia Roma è finita».

Perché?

«Non voglio dire altro. Anzi, una cosa: nessuno se la prenda con i tifosi romanisti dicendo che è colpa loro se non si vince. I tifosi giallorossi sono quelli che aiutano la squadra, nessuno li deve toccare».

Ultima cosa: qual è il futuro di José Mourinho? Qualcuno ha scritto il Real Madrid, oppure davvero un giorno la Juven-tus?

«No, il mio prossimo traguardo è portare il Benfica in Champions. Abbiamo fatto un tragitto straordinario, siamo l'unica squadra che in Europa non ha perso una partita, se vinciamo le prossime 3 partite giocheremo nella coppa più grande d'Europa. Questa è l'unica cosa che sta nella mia testa».