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fcinter1908 news interviste Müller: “Como-Inter? Altro che facile: sfida alla pari e niente 0-0. Lautaro non è solo…”

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Müller: “Como-Inter? Altro che facile: sfida alla pari e niente 0-0. Lautaro non è solo…”

Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l'ex giocatore ha parlato della gara del Sinigaglia tra Como-Inter

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Hansi Müller ha parlato di Como-Inter. L'ex giocatore ha disputato due stagioni con la maglia nerazzurra e una con i lariani tra il 1982 e l'85.

La diverte di più questa Inter o questo Como?

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«Più il Como perché è una grande sorpresa. Soffrivo quando era nelle serie inferiori, era sparito. Adesso fa cose incredibili in tutti i sensi: squadra di grande qualità, matura, con tanta autoconvinzione e risultati pazzeschi. In più le possibilità economiche, anche se non bastano solo i soldi ad aver cambiato tutto. Servono lavoro giusto e passione per funzionare ».

E l’Inter?

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«Le aspettative sono sempre molto alte, uscire dalla Champions contro i norvegesi è stato un colpo duro e ha influenzato il campionato, perché non è che ti svegli e il giorno dopo è tutto dimenticato. Con la Roma era una partita delicata, bisogna vedere se è servita per sbloccarla del tutto. Il Como è fiero di quello che sta facendo, l’Inter deve dare proprio tutto per non perdere. Prima si diceva che si doveva solo indovinare quanti gol avrebbero segnato i nerazzurri al Sinigaglia, adesso è una partita sulla stessa altezza».

Cesc Fabregas è un innovatore o un tecnico intelligente a mettere in pratica i grandi esempi avuti da giocatore?

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«Non è sicuro che un grande giocatore possa fare altrettanto da allenatore. Ma lui sa fare il suo mestiere e la seconda ipotesi è quella corretta. È maturato, mi immagino un feeling giusto con tutti, per gestire tutto: gruppo squadra, società, e l’ambiente che non è quello di Juve, Inter o Milan».

Cristian Chivu ha preso un’Inter con zero titoli, è in testa al campionato ma ha un gruppo deluso anche dal mancato Mondiale. Come deve agire con i senatori più demoralizzati?

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«Parlare molto. Purtroppo la situazione del Mondiale non cambierà. Il calcio da voi è una religione, è tutto, mentre da noi è “solo” importante. Per la mia esperienza, uno smacco del genere ti dà fastidio per un periodo: due, tre, quattro settimane, poi non dico che sparisce, però metti il focus su cosa devi fare al momento, sei sempre impegnato. Il fastidio tornerà quando inizierà il Mondiale, allora sì vedi 48 nazionali in campo e tu non ci sei. Ma a giugno la Serie A sarà finita e l’Inter avrà già raggiunto il suo traguardo».

Lautaro al Mondiale andrà, ma oggi è fuori di nuovo per infortunio. Conseguenze?

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«Lautaro fa la differenza, non solo per i gol o per la tecnica, ma anche perché gioca con il cervello. Lui anticipa le giocate, le vede, sa dove arriverà la palla. Per questa dote serve un’intelligenza molto elevata. Lui è completo».

Giocheranno Esposito e Thuram: si completano?

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«Si somigliano fisicamente, ma quando uno è capace di giocare a calcio, devi metterlo, anche se assomiglia a un altro».

Como-Inter nell’85 finì 0-0, con lei fuori causa. Un risultato del genere scontenterebbe entrambi oggi?

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«No, per cortesia, niente 0-0. Piuttosto 3-3, ma che sia una bella partita, per le possibilità che hanno le due squadre e per come hanno dimostrato di saper segnare con il bel gioco. Scudetto all’Inter e Como in Europa? Il mio sogno sarebbe l’anno prossimo Como-Stoccarda in Champions League».

(Gazzetta dello Sport)