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fcinter1908 news interviste Palestra: “Salto in una big? Pronto mi sento pronto, per diventare un top devi avere ambizione”

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Palestra: “Salto in una big? Pronto mi sento pronto, per diventare un top devi avere ambizione”

Palestra: “Salto in una big? Pronto mi sento pronto, per diventare un top devi avere ambizione” - immagine 1
Marco Palestra, terzino del Cagliari che piace molto anche all'Inter, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di DAZN
Marco Astori
Marco Astori Redattore 

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Marco Palestra, terzino del Cagliari che piace molto anche all'Inter, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di DAZN. Ecco le sue parole: "Miglior terzino destro in Serie A? Sono molto contento, è bello essere riconosciuti in questo: sono contento. Mi piacerebbe succedesse ogni anno, non è facile: vediamo nei prossimi anni. E' stato un anno bellissimo che mi ha cambiato la vita e mi fa emozionare. Se sono pronto per il salto in una big? Sì, a sentirmi pronto mi sento pronto. E' stato un anno che mi ha dato più fiducia: devo sentirmi pronto, se giochi a calcio devi avere ambizioni che ti portano a diventare un top.

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Non mi sento speciale onestamente. Più usavo il mancino più miglioravo: quando punto l'uomo mi sento meglio a portarla col sinistro, magari a calciare col destro. E' una cosa naturale. Magari qualche gol in più lo potrei fare ecco. Cagliari sicuramente sarà una delle pagine più belle della mia vita: mi sono sentito amato dai tifosi, supportato tantissimo e ho creato amicizie in spogliatoio. E poi la città è bellissima. E' stata la scelta giusta su tutte: appena vieni qua ti senti accolto, da tutta la Sardegna. E' bellissimo veramente, ho fatto la scelta giusta. Quando stavo scegliendo Cagliari i miei ex compagni dell'Atalanta mi hanno consigliato di andare: ho fatto bene.

L'Atalanta? Ho fatto da quando sono piccolissimo fino all'anno scorso: ho avuto esperienze bellissime, emozioni uniche. Ho trascorso anni bellissimi, sono stato benissimo: ho solo belle parole per loro. L'Europa League? L'ho vinta perché ho giocato una partita, ma non la sento mia perché ho fatto neanche 10 minuti: ma è un traguardo bellissimo fatto da loro. Sono stati momenti unici: ce l'ho ma non la sento mia, la medaglia non ce l'ho probabilmente perché in finale non ero convocato. Il dribbling? Lo ricerco tanto. Mi piace tanto giocare la partita nel duello contro l'avversario: quando ho la possibilità e sento che è la cosa giusta, mi piace affrontarlo. Appena posso lo faccio.

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Nazionale? Nonostante il risultato mi ha lasciato tanta forza dentro per ripartire più forti: è l'unica cosa che si può fare e faremo. In futuro faremo meglio perché da queste sconfitte toste si impara tanto. Spero di continuare per anni in Nazionale ma quello passa da quello che fai col club. Quando ho visto la convocazione mi sono emozionato tanto, anche se magari lo sapevo: leggerlo fa effetto. Ho pensato a tutti i sacrifici che ho fatto. E' stata una settimana bellissima, mi hanno fatto sentire bene: mi sono sentito come fossi da un anno in quel gruppo. Ho conosciuto persone bravissime e poi il livello è altissimo: se ti devo dire il più forte è Donnarumma, fa cose che non vedi da nessuno. Abbiamo fatto una partitella 5 contro 5 e per fortuna era con me: mi veniva da sorridere perché non ho mai visto una cosa del genere, troppo forte.

I giovani ci sono, in Italia giocano leggermente di meno ma non è facile perché davanti hai gente forte. Ma ci sono e più si va avanti più giocheranno: io nella prima partita nei professionisti sono stato espulso. Sono stato malissimo ma per fortuna ho avuto questo mister che mi ha sempre dato fiducia e mi trattava quasi come fossi suo figlio. Con 40 partite in C ho capito il calcio dei grandi: il giovane può sbagliare ma quelli di esperienza lo vedono se uno può fare strada. Per giocare in A bisogna avere personalità e mantenere la concentrazione e la calma".