FC Inter 1908
I migliori video scelti dal nostro canale

fcinter1908 news interviste Paratici: “Avevo chiuso col Milan. Zampino di Marotta? Non credo. Su caso plusvalenze…”

news

Paratici: “Avevo chiuso col Milan. Zampino di Marotta? Non credo. Su caso plusvalenze…”

Paratici: “Avevo chiuso col Milan. Zampino di Marotta? Non credo. Su caso plusvalenze…” - immagine 1
Intervistato dal Corriere della Sera, il dirigente della Fiorentina ha parlato del caso plusvalenze e del suo rapporto con Marotta
Andrea Della Sala Redattore 

Intervistato dal Corriere della Sera, il dirigente della Fiorentina Fabio Paratici ha parlato del caso plusvalenze e del suo rapporto con Marotta:

Senta Paratici, c’è un elefante nella stanza ed è la squalifica sportiva di 30 mesi per il caso plusvalenze, terminata lo scorso luglio. Nel processo penale sia lei che gli altri vertici della Juve dell’epoca avete patteggiato. Come descrive oggi quella vicenda?

«Non mi sento colpevole di nulla, se è questo che vuole sapere. Premesso ciò, è stata un’esperienza molto pesante perché l’indagine penale è durata cinque anni e mezzo, e per sostenerla è stato necessario essere forti. Sono stato condannato per una strategia tecnico-finanziaria che ha riguardato molti nazionali, le cito Rovella, Orsolini, Spinazzola. È stato applicato un principio contabile mai visto prima e che sto aspettando di rivedere: negli atti si parla di questo e non di plusvalenze gonfiate, come invece si racconta in giro. Nel processo sportivo non ti difendi, c’è poco da fare. Quello penale ho voluto chiuderlo per ricominciare a vivere».

Paratici: “Avevo chiuso col Milan. Zampino di Marotta? Non credo. Su caso plusvalenze…”- immagine 2

È vero che prima del 20 luglio, quando è finita la squalifica, era in trattativa col Milan?

«Non in trattativa. Avevamo chiuso. Due volte nel giro di quindici giorni, mancava solo la firma. Poi mi hanno detto che non se ne faceva più niente».

La vox populi ci ha visto lo zampino di Marotta.

«Non so, non credo, lui ha smentito. E di certo non l’ho chiamato, cosa potevo dirgli? Sei stato tu? E lui cosa poteva rispondermi? “Ma no, figurati…” Acqua passata, la mia storia è Firenze».

Ma i vostri rapporti come sono?

«Io non ho problemi, anzi, ho imparato talmente tanto da lui…Vuole un esempio? A vestirmi. Mi prese alla Sampdoria come capo degli osservatori il giorno dopo che avevo smesso di giocare, e io continuavo ad andare in giro come un calciatore, felpa, sneakers e via così. Finché Beppe mi disse che in ufficio si va in giacca e cravatta, e a trattare i giocatori pure».

Paratici: “Avevo chiuso col Milan. Zampino di Marotta? Non credo. Su caso plusvalenze…”- immagine 3

Come ha fatto la vostra Juve a vincere 9 scudetti di fila?

«Eravamo vent’anni avanti tutti gli altri. Un presidente visionario, un direttore sapiente, il talento che mi riconosco nel “vedere” i calciatori, gli allenatori più preparati, i giocatori più seri. E le difficoltà delle milanesi nel gestire il declino delle grandi famiglie proprietarie, questo va detto».

Come giudica oggi il passaggio di Cristiano Ronaldo?

«Prezioso per la Juve, importante per tutti come fu poi Mourinho alla Roma, un campionato ha bisogno di grandi personaggi. Noi tutti volevamo la Champions e il primo anno avremmo potuto vincerla, l’eliminazione dall’Ajax mi resta ancora qui. Il problema fu che segnando un gol a partita, Cristiano rese troppo facile la vita ai compagni, che peraltro avevano già vinto tanto. Per questo cambiammo allenatore, per provare una shakerata».