Stefano Pioli, ex allenatore anche del Milan, è tornato anche sullo scudetto vinto nel 2022 sulla panchina rossonera in volata sull'Inter
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Una lunga intervista, concessa al Corriere dello Sport, per ripercorrere l'ultima sfortunata esperienza alla Fiorentina, ma anche la sua carriera. Stefano Pioli, ex allenatore anche del Milan, è tornato anche sullo scudetto vinto nel 2022 sulla panchina rossonera in volata sull'Inter. Le sue parole:
Quali conclusioni hai tratto da quella breve, dolorosissima esperienza? Ti sei concesso delle attenuanti?
«No, niente alibi. Le responsabilità sono state quasi esclusivamente mie. Penso da sempre che quando le cose non vanno bene le colpe non possano essere totalmente attribuibili all’allenatore, tuttavia in questo caso me le prendo. Mi è dispiaciuto immensamente perché ero tornato a Firenze con tanto entusiasmo, tanta energia, tanta fiducia. Forse è stato proprio questo l’errore, nel senso che tanta energia e tanta fiducia mi hanno portato a sopravvalutare alcune situazioni, ho alzato troppo l’asticella e siamo rimasti schiacciati»Il 20 ottobre hai compiuto sessantun anni e sei ufficialmente salito sul carrello dei bolliti da social. Insieme a Sarri, Spalletti, ad Allegri che peraltro è più giovane di te.
«Non sono affatto bollito. È vero che l’ultima esperienza è andata male, ma mi sento giovane dentro e ancora in grado di dare tanto. Certo, il calcio è così, i social assegnano etichette emotive. Bastano due vittorie e non sei più bollito».Stefano, cosa ti è rimasto dello scudetto del Milan?
«Tanto. È stato l’apoteosi del nostro percorso, mi ha lasciato soprattutto dei rapporti bellissimi con i giocatori. Li ho sentiti anche l’altro giorno, mi hanno fatto gli auguri per il compleanno. È stata un’esperienza veramente piena di emozioni, gratificazioni, ma anche di alti e bassi, quello di Milanello è un ambiente veramente particolare. Il sostegno di Ricky (Massara, nda) e Paolo è stato fondamentale».
Quando hai capito che ce l’avreste fatta?
«Quando abbiamo vinto a Roma con la Lazio, l’energia che mettevamo in campo, sprigionavamo qualcosa di potente, a Milanello pensammo che poteva essere davvero la nostra stagione».Per quanto allenerai ancora?
«Per qualche anno. Ho sempre ripetuto che fino a 70 starò in campo. Poi si vedrà».Hai già fatto parecchie esperienze, Bologna, Lazio, Inter, Fiorentina, Milan, giocato nella Juventus. Non temi che il campo delle opzioni si sia ristretto?
«Prendo in considerazione anche l’estero, però mi piacerebbe restare in Italia. Vorrei dimostrare qualcosa qui. Ho ricevuto tante offerte da fuori, ma non da Spagna, Inghilterra e Francia. In Italia qualcosina ma non di così forte».(Fonte: Corriere dello Sport)
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