In una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, Hasan Salihamidzic ha parlato di Bosnia-Italia e ha ricordato la vittoria della sua nazionale 30 anni fa proprio contro gli azzurri. "Nessuno ha dimenticato la vittoria di 30 anni fa, anzi sappiamo che può succedere ancora".

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Salihamidzic: “Juve termometro del calcio italiano. Barella eccezionale. Quando ero al Bayern…”
Brazzo, come sta vivendo la Bosnia questo grande evento?
—«Non so da quanti anni ci mancava una notte così speciale, per una nazione come la nostra è qualcosa di più di una singola partita. In campo andrà una generazione di talenti, ma con due giocatori d’esperienza alla guida: Kolasinac e Dzeko, in Italia li conoscete bene. Siamo una squadra interessante, con un grande ct come Sergej Barbarez: io e lui abbiamo vissuto serate di questo tipo, in una decisiva per la qualificazione a Euro 2004 contro la Danimarca potevamo chiudere in vetta il girone, ma finì 1-1 e arrivammo quarti... Nessuno vuole rivivere quella delusione».
Che ricorda del suo gol all’Italia di Sacchi, che poi si dimise?
—«Finì 2-1, avevo 19 anni e per me era l’onore più grande, visto tutto ciò che avevamo vissuto. Era uno dei primi grandi momenti calcistici della Bosnia appena nata, serviva a dimenticare le sofferenze. Ringraziamo ancora l’Italia per essere venuta a giocare quella amichevole, significava tantissimo. Al tempo avevate una Nazionale impressionante, uno ”squadrone” come dite voi, ma da lì è partita la nostra storia: in un tempo difficile, la gente aveva bisogno della propria nazionale».
Che atmosfera bisogna aspettarsi a Zenica?
—«Sarà pure uno stadio piccolo, a capienza ridotta, ma ci sarà un’atmosfera unica: non la dimenticherete. Il popolo sarà un giocatore in più, poi parlerà il campo: anche se qualcuno pensa il contrario, ci sarà qualità».
Nell’Italia, invece, non c’è lo stesso squadrone di un tempo.
—«Gli azzurri vivono un momento difficile, tutto il movimento è più debole rispetto a un tempo e non solo da quest’anno. Per me il termometro del calcio si chiama Juventus, la squadra che amo perché, voglio dirlo, sarò bianconero per la vita. Quando la Signora non è al massimo, anche la Nazionale la segue ma, ovviamente, la stessa cosa funziona al contrario. Sono sicuro che Juve e Italia torneranno in cima, ma spero accada dopo questo playoff: per la nostra gente è troppo importante andare in America».
Qualcuno, però, le piacerà in questa generazione italiana...
—«Il fatto che abbia qualche stella in meno delle precedenti, non significa che questa Italia non sia forte. Ho molto rispetto per tutti gli azzurri: Barella, ad esempio, è eccezionale e l’ho guardato spesso quando facevo il ds al Bayern. Ma poi, da Locatelli a Esposito, avete tanti giocatori pericolosi».
Per chiudere, ha visto il video degli italiani che hanno esultato appena è passata la Bosnia?
—«Se ne parla tantissimo a Sarajevo. Senza voler colpevolizzare nessuno, in una partita che si basa su pochissimi dettagli questo episodio può aggiungere motivazione ai nostri. Ripeto, la Bosnia è tosta e sarà accompagnata da una grande atmosfera allo stadio. Non è ancora il momento di festeggiare per l’Italia...».
(Gazzetta dello Sport)
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