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Salvini: “San Siro, Comune ha perso 5 anni in chiacchiere. Milan? Domenica sarò all’Olimpico”

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il Ministro Matteo Salvini ha parlato di tanti temi: dall'Olimpiade a San Siro e anche del suo Milan
Andrea Della Sala Redattore 
Salvini: “San Siro, Comune ha perso 5 anni in chiacchiere. Milan? Domenica sarò all’Olimpico”- immagine 1

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il Ministro Matteo Salvini ha parlato di tanti temi: dall'Olimpiade a San Siro e anche del suo Milan:

Ministro, davanti a imprenditori, organizzatori, enti territoriali e atleti ha detto una frase ci è rimasta impressa: «Grazie all’Olimpiade facciamo cose che non hanno a che fare solo con lo sport e che resteranno nel tempo migliorando il Paese».

«Per alcuni è un’accusa, per me è un merito. Le dieci stazioni ferroviarie rimarranno per i pendolari e tanti fuorisede dopo i Giochi avranno un loro studentato a Milano con tariffe agevolate. Poi ci sono la pista di bob a Cortina, lo spazio concerti in Fiera a Milano, le varianti in Cadore, il ponte a Lecco... non sono soldi solo per gli eventi sportivi, ma investimenti per l’Italia dei prossimi 50 anni. E le stime parlano di un indotto di 5,3 miliardi di euro a fronte di 3,5 miliardi spesi».

Come sono i Giochi da ministro?

«Un po’ meno rilassanti... Un conto è guardarli alla tele, un altro essere non dico protagonista, ma operaio insieme ad altri dell’evento. Ora sono dietro le quinte, so come nasce lo stadio del curling, come sono state disegnate le piste del fondo - che tra l’altro preferisco allo sci alpino - o cosa sia stato fatto a Bormio, dove vado da quando sono ragazzino, e che ora avrà sempre la neve».

L’evento che ha promosso il Mit si chiama “Dal Sogno alla Realtà”: qual è il sogno realizzato che le dà più soddisfazione?

«Ho 52 anni e la mia Milano un’Olimpiade non l’aveva mai vista. Io al massimo quando ero bambino e nevicava andavo sulla montagnetta di San Siro con il bob, parlare di Olimpiadi invernali era assolutamente impensabile e invece abbiamo portato i Giochi sotto la Madonnina e sui Navigli, per me è davvero una cosa eccezionale».

E quello che ha temuto potesse diventare un incubo?

«La pista di bob. Quando sono entrato al ministero nel 2022 non c’era sostanzialmente nulla, mi si diceva di fare le gare in Svizzera, in Austria, a un certo punto negli Stati Uniti... Non aveva senso. Ringrazio l’impresa Pizzarotti e l’architetto Saldini come ad di Simico, messo da me in corsa, per aver accettato il rischio. E ringrazio gli operai, eccezionali. Quando ho sentito dire dagli atleti che non si aspettavano una pista di questo livello è stata una bella soddisfazione».

L’eredità più importante che lasceranno questi Giochi?

«Lo studentato di Milano ha un valore, ma da ministro delle Infrastrutture mi viene da pensare alla Lecco-Bergamo di cui sentivo parlare da 30-40 anni e che di sicuro aiuterà i pendolari per gli anni a venire. E poi gli impianti sportivi: io vorrei che dopo i Giochi l’hockey su ghiaccio tornasse ad avere in Italia tutta la dignità che merita».