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fcinter1908 news interviste Sensi: “Inter, primo mese incredibile! Poi gli infortuni: situazione surreale perché…”

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Sensi: “Inter, primo mese incredibile! Poi gli infortuni: situazione surreale perché…”

Sensi: “Inter, primo mese incredibile! Poi gli infortuni: situazione surreale perché…” - immagine 1
Stefano Sensi, ex centrocampista dell'Inter oggi all'Anorthosis, ha concesso un'intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport
Marco Astori
Marco Astori Redattore 

Stefano Sensi, ex centrocampista dell'Inter oggi all'Anorthosis, ha concesso un'intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole sul suo periodo nerazzurro: «Un ricordo bellissimo, un traguardo che mi ha reso orgoglioso. Penso ancora al giorno in cui mi comprarono: ero in vacanza a Formentera e il mio procuratore, a sorpresa, mi telefonò per farmi parlare con Ausilio. Le gambe mi tremavano e già sapevo che nel mio paesino tutti sarebbero stati fieri di me».

Appena arrivato a Milano, Sensi pareva davvero un piccolo Iniesta: 3 gol e 4 assist nelle prime sei partite.

«Il primo mese è stato incredibile, ma lì per lì non capivo cosa stesse accadendo. Vai al campo, giochi, scherzi coi compagni, torni a casa e ti dedichi alla famiglia: il tempo vola. Se ripenso a come giocai in Champions contro il Barcellona, però, mi vengono i brividi. Sono cresciuto guardando Xavi e Iniesta, ho dato spettacolo nel loro Camp Nou. È stato il momento più bello della mia carriera».

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Dopo quella partita, Barcellona e Manchester City cominciarono a tenerla d’occhio. Avrebbe potuto giocare con club di quel livello?

«Sì, sicuramente. Se certe squadre ti seguono è perché hanno visto in te qualcosa di importante.

Poi è successo quello che è successo e va bene, non ci posso fare nulla».

Contestualizziamo: quattro giorni dopo la bellissima sfida disputata al Camp Nou, rimediò il primo di una lunga serie di infortuni. Cosa è accaduto?

«Giocavamo contro la Juve, mi feci male all’adduttore. Sembrava un infortunio come gli altri, in effetti era così. Però subito dopo ho avuto un altro problema, poi un altro e un altro ancora. Una situazione surreale, proseguita per un anno e mezzo. È così che i brutti pensieri prendono il sopravvento».

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Voleva davvero smettere di giocare?

«Sì, ma mia moglie mi ha convinto ad andare avanti e a non gettare la spugna. Tornassi indietro, avrei cercato subito un mental coach: tre anni fa ne ho trovato uno e oggi non posso farne a meno. Pensateci: ti fai male svariate volte, torni ad allenarti e hai sempre paura di un nuovo infortunio. Oppure succede il contrario, spingi troppo perché vuoi tornare al top e magari rimedi uno strappo. Serve il giusto equilibrio. I mental coach sono importanti, però i calciatori devono abituarsi a fidarsi di loro».

Il “what if” viene da sé: senza gli infortuni, oggi Sensi dove sarebbe?

«È difficile da dire, sono successe tante cose. Magari al Barcellona o al Manchester City, oppure ancora all’Inter».