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fcinter1908 news interviste Serena: “Inter, manca Thuram. Esposito atipicao. Chivu giovane, Allegri esperto? Sembra…”

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Serena: “Inter, manca Thuram. Esposito atipicao. Chivu giovane, Allegri esperto? Sembra…”

Andrea Della Sala Redattore 
Intervistato dal Giorno, l'ex attaccante di Inter e Milan Aldo Serena ha parlato del derby di domani sera a San Siro

Intervistato dal Giorno, l'ex attaccante di Inter e Milan Aldo Serena ha parlato del derby di domani sera a San Siro

Inter, reduce dallo 0-0 di Como in Coppa Italia.

«La partita della paura, per entrambe. L'Inter ha risentito dell'assenza di Lautaro, oltre che dell'acciaccato Bonny. E per Thuram vale il discorso di Pulisic. Nell'autunno 2024, quando Martinez era in crisi, aveva preso in mano l'attacco giocando, segnando, saltando due-tre giocatori alla volta, attaccando la profondità: quel giocatore non c'è più e manca la sua imprevedibilità nel ribaltare velocemente l'azione».

Cosa pensa di Esposito?

«Intelligente, umile, ha caratteristiche fantastiche e gli mancano alcune cose che compensa con l'altruismo. E una prima punta atipica: non sta li in area per tirare e basta, fa sempre la scelta giusta».

In panchina, domani sera, Allegri e Chivu, ossia l'esperto contro il giovane.

«All'anagrafe sì. Ma da come parlano sembra il contrario. Chivu l'allenatore di grande esperienza, filosofo e che cerca l'analisi. Dall'altra parte un rullo compressore che parte in quarta e fa emergere un certo aspetto giovanile: l'età inganna. Chivu mi ha incuriosito subito, avevo fatto la telecronaca della sua seconda gara sulla panchina del Parma: brutto primo tempo, lento, ma nella ripresa la squadra è cambiata completamente, nel gioco e nell'atteggiamento. Max, invece, pragmatico per antonomasia».

Ricorda il suo primo derby?

«Nel 1981, avevo 21 anni, ero entrato nel finale al posto di Alto-belli. Prohaska mi aveva dato un bellissimo passaggio in vertica-le, ero andato sul sinistro, ma non avevo tenuto la palla a pelo d'erba: si era alzata un pochino e Piotti me l'aveva presa. Spesso ho esordito con un gol, poteva essere anche quella l'occasione giusta».

Quali i compagni "rossonerazzurri" più forti?

«Ne dico uno per parte. Uno era di un'eleganza, di una concretezza e di una forza... Sì, Marco Van Basten. Dall'altra parte la potenza piena, il tiro al fulmicotone: Lothar Matthaus».

Si dorme la notte prima del derby? Difficile pensando magari ai duelli con Baresi...

«Le mie vigilie sono sempre state abbastanza sofferte. Ero agitato e non riuscivo a prendere sonno. Pensavo che crescendo le cose sarebbero cambiate, ma invece non dormivo lo stesso. Franco, poi, lo conoscevo bene: avevo giocato con lui in Serie B, nel 1982, nella sua prima stagione da capitano. Ne conoscevo qualità, forza, personalità: poche parole e tanti fatti».