I prossimi tre turni saranno davvero determinanti?
«Firenze è una gara difficile e delicata. Ma la reputo anche chiave in positivo per la corsa scudetto e soprattutto per il morale. Vincere permetterebbe ai nerazzurri di affrontare dopo la sosta Roma e Como partendo come minimo da +8 e considerando il concomitante Napoli-Milan, la squadra con una vittoria con i Viola sarebbe nella condizione mentale ideale per il doppio scontro».
Quanto il Milan può ancora credere in una rimonta?
«Può e deve crederci perché ha dimostrato negli scontri diretti che può giocarsela con chiunque. Il problema è quanto ha sprecato prima, la continuità di prestazione e il risolvere alcune criticità offensive: la posizione di Leao e il rendimento di Pulisic. Ora però Max ritrova Rabiot che è fondamentale. Mentre Leao dovrà dimostrare sul campo che quella dell’Olimpico è stata solo una “frustrazione d’amore” di un calciatore che ama il Milan ed era arrabbiatissimo per la scarsa prestazione. Non era indolenza ma rabbia. Ma deve dimostrarlo sul campo fin dal Toro».
E il Napoli? C’è anche Conte nella corsa al titolo?
«Chi, come me, è stato al Maradona nelle ultime partite ha visto un ambiente tornato sereno e carico. Il Napoli al completo è, con l’Inter, la squadra più attrezzata e conoscendo Conte sono certo che vorrà un grande finale».
Cosa farà di più la differenza da qui a maggio? Il vantaggio di Chivu, l’esperienza di Allegri o i recuperi di Conte?
«Senza dubbio il vantaggio dell’Inter».
Immagina un finale a sorpresa?
«Non per il titolo. Immagino un finale affascinante per la volata alle spalle dell’Inter e per la straordinaria, affascinante, lotta Champions».
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