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Ulivieri: “Ex calciatore alla presidenza? Se ne è parlato. Ci tengo a sottolineare una cosa”

Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Renzo Ulivieri, capo dell’AssoAllenatori, parla del futuro della presidenza federale

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Renzo Ulivieri, capo dell’AssoAllenatori, parla del futuro della presidenza federale.

Ulivieri, nei giorni successivi alle dimissioni di Gabriele Gravina sono stati fatti i nomi di Malagò ma anche di ex calciatori: voi come Associazione Allenatori avete preferenze? E queste chiacchiere con l’Assocalciatori hanno portato a una strada da percorrere decisa e precisa?

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«Sono state chiacchiere fra gente appassionata del lavoro che fa guardando un po’ i nomi usciti sui giornali. Detto questo, si è prevalentemente parlato di ex calciatori, si valutava di fare appunto le cose assieme e considerando anche un uomo nel mondo del calcio».

Tipo Maldini? Oppure Albertini?

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«Per Albertini avevamo già espresso il nostro parere favorevole in passato ma senza successo. Nomi di quel tipo, sì. Ma è chiaro che conta la persona e il suo programma. Il programma e la persona. Una volta che capiremo e vedremo l’una e l’altra cosa, beh, ci sarà modo di considerare tutto».

 

L’idea è che il prossimo numero uno federale debba avere competenze profonde.

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«Ora non è il caso di parlare di tizio o caio. Per un ruolo del genere si devono conoscere economia, regole, calcio: la persona che verrà scelta dovrà essere preparata sotto tutti gli aspetti. E le valutazioni non le devo fare io ma le faremo come consiglio direttivo. Ah, ci tengo a sottolineare una cosa…».

Prego.

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«Che noi e l’Assocalciatori facciamo i sindacalisti. Qualcuno si chiede quanto guadagniamo. Zero. Siamo volontari e appassionati del nostro mondo e del fatto di poter portare consigli, suggerimenti e buone cose per il nostro calcio».

 

Hanno fatto rumore le sue parole di vicinanza a Gravina.

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«Io ho detto quel che si doveva a Gravina, sia sul piano umano, e l’apprezzamento resta, e sia sul piano della logica, perché quel che l’ex presidente ha proposto è stato approvato dal Consiglio Federale, una votazione collettiva. Quindi siamo anche noi tutti responsabili laddove ci sono state responsabilità. Tutto qua».

 

Per il futuro ct ha un consiglio da dare?

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«Per statuto, il commissario tecnico della Nazionale va scelto in via esclusiva dal presidente federale».

 

E allora ci dica: c’è una battaglia come AssoAllenatori che volete portare avanti?

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«Ciò che ci siamo prefissati da tempo, e che vorremmo assolutamente vedere realizzato, è che dalle categorie più basse a quelle più alte, dai bambini ai più grandi, le squadre vengano allenate da chi ha completato il percorso da allenatore, e questo ancora non esiste. Per allenare serve il diploma. Lo meritano i bambini soprattutto, affinché abbiano persone con sé totalmente qualificate, che stiano con loro e che abbiano studiato».

(Gazzetta dello Sport)