- Squadra
- Calciomercato
- Coppa Italia
- Video
- Social
- Redazione
news
Getty Images
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Renzo Ulivieri, capo dell’AssoAllenatori, parla del futuro della presidenza federale.
«Sono state chiacchiere fra gente appassionata del lavoro che fa guardando un po’ i nomi usciti sui giornali. Detto questo, si è prevalentemente parlato di ex calciatori, si valutava di fare appunto le cose assieme e considerando anche un uomo nel mondo del calcio».
«Per Albertini avevamo già espresso il nostro parere favorevole in passato ma senza successo. Nomi di quel tipo, sì. Ma è chiaro che conta la persona e il suo programma. Il programma e la persona. Una volta che capiremo e vedremo l’una e l’altra cosa, beh, ci sarà modo di considerare tutto».
«Ora non è il caso di parlare di tizio o caio. Per un ruolo del genere si devono conoscere economia, regole, calcio: la persona che verrà scelta dovrà essere preparata sotto tutti gli aspetti. E le valutazioni non le devo fare io ma le faremo come consiglio direttivo. Ah, ci tengo a sottolineare una cosa…».
«Che noi e l’Assocalciatori facciamo i sindacalisti. Qualcuno si chiede quanto guadagniamo. Zero. Siamo volontari e appassionati del nostro mondo e del fatto di poter portare consigli, suggerimenti e buone cose per il nostro calcio».
«Io ho detto quel che si doveva a Gravina, sia sul piano umano, e l’apprezzamento resta, e sia sul piano della logica, perché quel che l’ex presidente ha proposto è stato approvato dal Consiglio Federale, una votazione collettiva. Quindi siamo anche noi tutti responsabili laddove ci sono state responsabilità. Tutto qua».
«Per statuto, il commissario tecnico della Nazionale va scelto in via esclusiva dal presidente federale».
«Ciò che ci siamo prefissati da tempo, e che vorremmo assolutamente vedere realizzato, è che dalle categorie più basse a quelle più alte, dai bambini ai più grandi, le squadre vengano allenate da chi ha completato il percorso da allenatore, e questo ancora non esiste. Per allenare serve il diploma. Lo meritano i bambini soprattutto, affinché abbiano persone con sé totalmente qualificate, che stiano con loro e che abbiano studiato».
(Gazzetta dello Sport)
© RIPRODUZIONE RISERVATA