FC Inter 1908
I migliori video scelti dal nostro canale

fcinter1908 news interviste Ulivieri: “Gravina e poltrone? Molti parlano senza sapere. Il calcio italiano ha bisogno di 3 cose”

news

Ulivieri: “Gravina e poltrone? Molti parlano senza sapere. Il calcio italiano ha bisogno di 3 cose”

Ulivieri: “Gravina e poltrone? Molti parlano senza sapere. Il calcio italiano ha bisogno di 3 cose” - immagine 1
Il presidente dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio ha rilasciato un’intervista ai microfoni del quotidiano La Repubblica
Alessandro De Felice
Alessandro De Felice Redattore 

Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio da oltre vent'anni, ha rilasciato un’intervista ai microfoni del quotidiano La Repubblica.

Ulivieri, perché questo entusiasmo per Gravina?

"Con noi allenatori è sempre stato corretto e ci ha aiutato a tutelare i diritti. Non dimenticate che siamo un sindacato e non pensiamo solo alle panchine di A e B".

Ulivieri: “Gravina e poltrone? Molti parlano senza sapere. Il calcio italiano ha bisogno di 3 cose”- immagine 2

Altro commento quasi automatico: non vi staccate mai dalla poltrona.

"Di sicuro, qui sopra non si sta comodi. Molti parlano senza sapere".

Perché i calciatori italiani sono diventati scarsi? E lo sono davvero?

"Noi allenatori ci chiediamo se si sia di fronte a una crisi d'identità, però il nostro calcio resta un riferimento solido: ai Mondiali avremo tre tecnici, Ancelotti, Montella e Cannavaro".

Ulivieri: “Gravina e poltrone? Molti parlano senza sapere. Il calcio italiano ha bisogno di 3 cose”- immagine 3

Non Gattuso, però. Non la Nazionale, ed è la terza volta di seguito.

"Non preoccuparci sarebbe da sciocchi, però bisogna farlo ragionando. Occorre parlare di sentimenti, di appartenenza. Ma della Nazionale importa davvero ai club? Io ho molti dubbi, sempre più proprietà appartengono a fondi d'investimento esteri".

Si discute di nomi e quasi mai di progetti. Come se ne esce?

"La serie A è il campionato in Europa con più stranieri: un ct può scegliere su un 30 per cento di convocabili, in Spagna e in Germania è il doppio. Quel ragazzo del Cagliari, Palestra, entrato in Bosnia, è bravo ma è appena diventato titolare nella sua squadra".

Però gli stranieri, soprattutto i giovani, costano meno degli italiani.

"E infatti le formazioni Primavera ne sono piene. Attenti che sta accadendo anche nel calcio femminile, dove però si vince ancora, così come vincono le rappresentative giovanili. Dunque, i nostri calciatori non sono diventati deboli, però non finiscono quasi mai in prima squadra. Quell'ultimo salto così difficile paralizza il sistema".

Ulivieri: “Gravina e poltrone? Molti parlano senza sapere. Il calcio italiano ha bisogno di 3 cose”- immagine 4

Quanto tempo servirà per tornare grandi?

"L'Italia vinse i Mondiali nel '34 e nel '38, poi solo nell'82, cioè dopo 44 anni. E, più tardi ancora, solo nel 2006. Abbiamo sempre avuto picchi e discese, il fatto è che abbiamo anche sempre avuto generazioni di formidabili campioni".

E di magnifici allenatori.

"Sì, ma io ricordo le critiche feroci a Enzo Bearzot, prima e durante il Mundial: nel 1982 già allenavo in serie A, la storia la conosco. E poi quell'atmosfera cupa attorno a Lippi, prima della Coppa vinta in Germania. Il calcio è fatto di cicli: ora si riparla di Conte, che il ct l'ha fatto e molto bene. Un profilo importante".

In sostanza, di cosa ha bisogno il calcio italiano?

"Di coraggio, pazienza e amore".