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fcinter1908 news interviste Zanetti: “C’è una cosa che rende Chivu speciale. Ale Stankovic di famiglia. Lautaro e Dimarco…”

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Zanetti: “C’è una cosa che rende Chivu speciale. Ale Stankovic di famiglia. Lautaro e Dimarco…”

Andrea Della Sala Redattore 
Javier Zanetti ha parlato della stagione appena conclusa, di Lautaro, Dimarco, Stankovic e del futuro

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Intervistato in esclusiva da Fabrizio Romano, il vicepresidente dell'Inter Javier Zanetti ha parlato della stagione appena conclusa, di Lautaro, Dimarco, Stankovic e del futuro

"Siamo felicissimi, perché credo che Cristian, insieme al suo staff, e a questo gruppo di giocatori, ha fatto qualcosa di straordinario. Come hai detto tu, dopo l'anno scorso dopo come avevamo finito la stagione, non era semplice, però credo che la scelta di andare su un uomo come Cristian, è stata la scelta migliore, perché è uno di famiglia, perché conosce l'ambiente, fa parte e trasmette il nostro DNA, e per questo credo che si è visto il lavoro che ha svolto, e meritatamente siamo al finale della stagione, festeggiando questi due titoli che credo che meritano a questo gruppo che fin dall'inizio ha dato una grandissima disposizione".

Non era semplice però, perché dicevamo che si arrivava da una stagione complicata, si arrivava anche a livello forse emotivo, fisico, dopo così tante partite, insomma dopo quel mondiale per club in un momento difficile. Ti aspettavi a inizio stagione che si potesse andare magari bene, ma così bene, vincere due titoli e fare una stagione così importante?

"No, ci aspettavamo di poter fare un ottimo lavoro, però sinceramente dei momenti di difficoltà uno sempre li deve attraversare, e noi anche in questa stagione, credo che abbiamo attraversato qualche momento di difficoltà, e secondo me il segreto è lì, la tranquillità da parte di tutti noi, di avere fiducia nella scelta di Cristian, avere fiducia nel suo lavoro, e quando tu hai un supporto così, penso che il momento di difficoltà è momentaneo, passa, però poi le vittorie devono arrivare perché uno vede come la squadra si allena durante la settimana, e sono loro per primi, quando c'è una difficoltà, a voler subito dare una risposta".

Tu hai vinto tanto, hai vinto tantissimo, hai vinto tutto, e però ogni stagione è diversa dall'altra per come si vince, per cosa ti lascia. Questa stagione secondo te cosa ha avuto di diverso dalle altre, sia come giocatore che come dirigente, per te, all'Inter, vincere questi due titoli, cosa è stato diverso come impatto?

"Io credo che la compattezza da parte di tutti, società, squadra, tifosi, l'ambiente voleva un riscatto come l'abbiamo fatto e come abbiamo dimostrato durante questa stagione. Un'unione da parte di tutti, ognuno di noi, in diversi ruoli, trasmettendo i suoi valori e dando con le sue competenze il suo contributo, e credo che siamo arrivati alla fine a poter festeggiare tutto quello che abbiamo vinto, meritatamente perché dietro c'è un grandissimo lavoro e una grande unione da parte di tutti".

Oggi avete festeggiato due trofei così importanti, ma questa stagione nasce anche da momenti difficili, come quella ferita che c'è stata un po' dopo il Mondiale per club da ex capitano, da leggenda assoluta, da leader di uno spogliatoio. Quando hai visto quel momento legato a Lautaro e a Calhanoglu dopo il Mondiale, come sono stati capaci di gestire quel momento lì, di rimettersi insieme, di compattarsi?

"Io penso che quel momento lì è servito per ripartire, perché li abbiamo sistemati da uomini, che è la prima cosa che in un gruppo ci deve essere. E sia Lauti, sia Çalha, tutto il gruppo ha dato la massima disponibilità. Noi come società a far capire che la strada da seguire era quella che avevamo scelto con Christian e da lì in poi credo che nasca questa grande stagione".