Intervenuta ai microfoni del podcast Centrocampo, Federica Zille, bordocampista e giornalista DAZN, ha parlato così del programma Open VAR, da lei condotto: "Open VAR? La trasparenza totale c'è stata. Io garantisco che quest'anno episodi secretati non ci sono stati. In precedenza non me ne occupavo, è capitato con Bisseck che è stato mandato in onda dopo settimane a campionato finito e l'avevamo fatto sentire. Non è che non esiste, è arrivato in ritardo. L'idea di posticiparla o forse di non mandarla in onda era "evitiamo polemiche, non lo facciamo sentire": ne sono uscite il triplo. Quindi quest'anno la premessa è stata che non esiste che non mandiamo in onda qualcosa perché altrimenti alimenti l'idea di malafede di qualcuno.

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Zille: “Zero episodi nascosti a Open Var. E’ successo con Bisseck-N’Dicka ma il motivo era…”
Poi si può discutere delle spiegazioni dei componenti della CAN che vengono a fare a Open VAR: però intanto tutti hanno la possibilità di ascoltare i dialoghi in modo integrale. La trasparenza reale è che la gente a casa si può fare un'idea da sola senza che l'ex arbitro te la viene a raccontare. Tu arrivi alla fonte direttamente: sei libero di pensare se hanno fatto bene o male. Poi io sono stata criticata per non aver fatto contraddittorio con Rocchi: ma è un programma in collaborazione con Figc, AIA e DAZN, non DAZN e basta. Ci sono stati 2-3 episodi in cui la loro spiegazione non mi ha convinto e ho risposto: ma io non vado a muso duro, anche perché stiamo collaborando in quel momento, tu mi metti a disposizione l'audio io ti metto nelle condizioni di non essere aggredito.
Ma si capisce benissimo quando non sono d'accordo con loro. Poi io chi sono per dirlo al designatore arbitrale? Già c'è stata un'apertura enorme dell'AIA: noi siamo l'unico paese al mondo che manda in onda l'audio del VAR. Quest'anno hanno ammesso una marea di errori, in tutte le puntate erano più gli episodi sbagliati e venivano ad ammetterli. Gli altri criticano ma quali sono le novità che hanno portato? Almeno abbiamo provato a portare la gente nella stanza 6 di Lissone in cui non potevi entrare e forse tra un anno non potrai entrare più".
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