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La sigaretta come metafora perfetta della stagione dell’Inter di Cristian Chivu.
“Il romeno ha rovesciato il destino anche così, convincendo i suoi che ogni dolore e ogni pensiero superfluo devono diventare presto fumo ed evaporare in fretta” scrive La Gazzetta dello Sport.
Sguardo sempre avanti, mai indietro. Un concetto ribadito prima di salire sull’aereo di ritorno dalla Carolina del Nord.
“La squadra aveva addosso le cicatrici lasciate dalla grande illusione dell’annata appena finita, freschissima anche l’eliminazione dal Mondiale per club. In più, si era aggiunto il bombardamento di Lautaro contro i compagni che avevano tirato via la gamba nel caldo statunitense. Sembrava l’inizio dell’Armageddon, è stato il contrario. Il principio di questa doppia gloria”.
Il percorso dell’Inter verso il ‘Double’ è iniziato proprio con il patto di Charlotte.
E in quel momento nessuno credeva di raggiungere questi traguardi: “La somma del recentissimo passato con Inzaghi e del presente con un nuovo allenatore senza esperienza faceva tremare”.
E invece Chivu ha conquistato tutti già nel primo faccia a faccia, ricordando la sua storia personale e quel caschetto indossato e forse metaforicamente mai tolto.
“Lo stesso allenatore romeno era la dimostrazione vivente che si supera tutto, perfino la paura della morte, figurarsi una sanguinosa sconfitta”.
E ad Appiano si è respirata ‘aria fresca’, così come l’ha definita il capitano Lautaro Martinez.
“ Il cambiamento non è stato messo in discussione neanche dopo i tre punti nelle prime tre uscite di campionato: nessuno dentro al club o nello staff sembrava allarmarsi, nonostante la classifica. Era solo un momento, breve, intenso, ma rapidissimo”.
Niente alibi. “Nel segreto dello spogliatoio, ma pure nell’innovativa immagine che ha proiettato in pubblico, Chivu ha volutamente sgombrato il campo dall’alibi facile o dalla scusa consolatoria. Vietato rimuginare troppo o giustificare gli scivoloni con gli infortuni dei big”.
Ad Appiano la negatività non ha mai preso il sopravvento: “«Nessun dramma», ripeteva però Chivu in versione psicologo e fine motivatore. Niente paura, anche quando la squadra inciampava negli scontri diretti”.
Sempre nuovi obiettivi e unità d’intenti: sono questi i segreti di Chivu, che in un anno ha trasformato l’Inter.
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