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CdS – Caso Rocchi, Inter non c’entra nulla. Restano però queste domande
Anche il Corriere dello Sport di stamattina torna sul caso Rocchi e gli aggiornamenti emersi che contribuiscono a escludere totalmente l'Inter dalla vicenda. Questo il focus proposto dal quotidiano:
"Non ci sono indagati fra i tesserati delle società e, di conseguenza, non ci sono società coinvolte. In sintesi: l’Inter - come abbiamo sempre sostenuto - non c’entra nulla. L’affermazione sgombra il campo dalla seconda delle domande che si sono susseguite in questo lunghissimo weekend. Alla prima, invece, non c’è ancora risposta ed è quello che ha fatto letteralmente imbufalire l’ex designatore Rocchi.
Se, come ha fatto sapere la Procura di Milano, dicono particolarmente irritata perché (riporta l’ANSA) «si respira un clima di tensione, che sembra legato alla gestione dell’indagine da parte del pm rispetto ai vertici dell’ufficio», le partite sotto la lente di ingrandimento sarebbero «quattro o cinque» e gli indagati sarebbero «tutti appartenenti alla categoria arbitrale», con chi ha fatto la frode sportiva l’ex designatore Rocchi? Con i suoi arbitri? E come mai, fra i cinque indagati noti (sono solo questi?), ovvero lo stesso Rocchi, il supervisore VAR Gervasoni (entrambi si sono autosospesi), il VAR Nasca, l’AVAR Di Vuolo più il VAR Paterna, non ci sono gli arbitri destinatari della frode sportiva?
E perché Paterna, che è quello che durante Udinese-Parma, si gira e sembra dire «È rigore» è indagato per falsa testimonianza e non in frode, visto che quella gara è una delle gare imputate all’ex designatore? Se non l’ha fatta con Paterna, che era il destinatario della “bussata”, con chi l’avrebbe fatta? Con Sozza (che di quella gara era l’AVAR)? E ancora, se non è coinvolta l’Inter (lo ha ammesso la stessa Procura), chi è il destinatario della scelta di arbitri graditi (Colombo) o sgraditi (Doveri)? Sulla base di cosa viene definito il “gradimento”? O erano scelte puramente tecniche? Domande alle quali in particolare gli indagati aspettano una risposta. E che hanno fatto dire all’avvocato D’Avirro, il legale di Gianluca Rocchi, che questa è «un’inchiesta anomala»".
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