Il Corriere dello Sportanalizza la conferenza stampa di Cristian Chivualla vigilia di Inter-Roma, la partita che riapre il campionato dei nerazzurri dopo la pausa per le Nazionali."Dalle parole, però, occorre passare ai fatti. Nel senso che l’Inter ha la necessità di tornare a vincere dopo tre giornate a secco (2 punti raccolti), e la Roma non è certo l’avversario più agevole, tenuto conto, appunto, anche di un morale tutto da verificare", scrive Pietro Guadagno sul giornale sportivo. Ed è la sua conclusione. Questa è pure la premessa. L'Inter deve tornare a vincere per difendere quanto ha fatto di buono finora e quanto ha fatto finora l'ha portata in testa alla classifica, a + 6 dal Milan, a +7 dal Napoli.

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CdS – Chivu fa le barricate e alza il volume: “L’Inter non è una colpa”. E su Bastoni tutti la pensano così

Alla fine è proprio da qui che riparte Chivu che ha chiesto coraggio ai suoi in un momento delicatissimo. "Ha alzato le barricate e il volume si è fatto più alto. Forse perché il momento è particolarmente delicato, solo che non può esserlo solo per l’Inter. Che, fino a prova contraria, è comunque in testa al campionato", spiega il giornale sportivo. E si capisce un po' da quello che dice il mister: «Solo con l’Inter si fanno certi drammi per un pareggio. Dopo la Juve si è scatenata una gogna mediatica, che poi non si è più vista per altri episodi. Accade solo quando ci siamo di mezzo noi, con la squadra, la società, i giocatori messi in piazza per tirare i sassi. Quando, invece, certe situazioni sono a sfavore dell’Inter, nessuno dice nulla».
Nessuno discute Bastoni
—Lo aveva già detto, ma non hanno smesso di esagerare e tutto si è amplificato dopo quanto accaduto in Nazionale con Bastoni e con l'Italia eliminata dal Mondiale. E ha fatto cerchio, come il resto dell'Inter, attorno a Bastoni che ha fatto di tutto per mettersi a disposizione di Gattuso. "Tutto il club nerazzurro la pensa allo stesso modo. E nessuno si sogna di mettere Bastoni in discussione. Fermo restando l’interesse concreto del Barcellona", spiega il CdS.
E Chivu ha riassunto tutto dicendo: «Non posso controllare il suo futuro. So solo che è contentissimo di essere qua. Poi sarà lui a decidere. La certezza è che, finché resterà, che siano 2 mesi o 2 anni, darà più del 100%. Sarei felice se lui rimanesse, ma sarei felice pure io di restare. Perché le incertezze del mondo del calcio per un allenatore sono queste…».
E ovviamente con Bastoni sono stati eliminati tutta l'Italia e tutti gli interisti che erano con lui in Nazionale. «La colpa dell’eliminazione non è certo loro. Come non può essere una colpa che giochino nell’Inter». Ovviamente. Quando la Nazionale era andata male in passato era comunque colpa dell'Inter perché aveva 'troppi stranieri'. Insomma, come si usual dire, 'come la fai, la fai...la sbagli" e se sei interista un po' di più. Chivu al club nerazzurro ci ha giocato pure e certe cose evidentemente le ha viste e vissute anche in passato.

Una sola domanda a Esposito
—Quando gli hanno chiesto di Esposito, il più giovane del gruppo Italia che ha subito la delusione della mancata qualificazione e ha sbagliato il primo dei cinque rigori da tirare contro la Bosnia ha detto: «Mi interessava solo una cosa e gliel’ho chiesta. Ovvero se avesse chiesto lui di calciare. Mi ha risposto: “Sì”. E quello per me è stato sufficiente. A vent’anni si è preso una responsabilità enorme. Poi i rigori si sbagliano e a lui capiterà ancora». Per fortuna.
(Fonte: Corriere dello Sport)
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