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Il Giornale – Chivu, dicevano mancasse di ambizione. Nella vita ha fatto reset e l’Inter…

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Il quotidiano parla della vittoria del 21esimo scudetto nerazzurro con un focus su chi ha guidato la squadra dalla panchina in un'annata fatta solo di tanti rischi
Eva A. Provenzano
Eva A. Provenzano Caporedattore 

La storia di Cristian Chivu con l'Inter è una di quelle che potrebbero piacere anche ai bambini se ci infili un po' di magia e di coincidenze che legano il destino dell'allenatore a quello dell'Inter. Da eroe del Triplete "non predestinato", come dice chi lo ha allenato, a tecnico vincente alla prima esperienza alla guida di un grande club. Contro tutto e tutti, come a vivere ogni giorno il club nerazzurro da giocatore prima e da tecnico poi, ha imparato a fare.

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Dell'allenatore nerazzurro parla il quotidiano Il Giornale, dandogli tutti i meriti che ha, quelli di un ragazzo che ha fatto gavetta e ha vinto riportando l'Inter nella giusta direzione, su una strada tutta in salita. Dalle chiamate dei club di B che poi non lo prendevano perché troppo inesperto a quella del Parma. 13 partite con il club gialloblù contro il quale ieri ha vinto il suo primo scudetto da allenatore. Da esordiente. E non per grazia ricevuta, spiega Il Giornale.

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Reset

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Perché lui era stato un eroe del 2010 e viene da un po' di ripartenze che nella sua vita hanno fatto la differenza. "Ha capito il senso della vita dopo il giorno più brutto, il 6 gennaio

2010 a Verona, quando la sua testa si è scontrata con il piede di Sergio Pellissier in Chievo-Inter diventa un dramma, frattura del cranio, «e ho rischiato di rimanere senza poter

parlare o senza muovermi». Due mesi dopo torna giocare, ma troppo presto perché un farmaco gli toglie tutti i freni inibitori: «Avevo paura, soffrivo, facevo cose terribili - ha raccontato tre anni fa in un'intervista a Sportitalia. I gesti osceni dopo una partita di Coppа a Roma, il pugno a Marco Rossi la litigata con Benitez: quando mi arrabbiavo mettevo le mani addosi chiama dintoina. L'ho presa per nove mesi. Alla fine ho chiesto scusa a tutti, non ero io». Reset", si legge sul quotidiano.

Chivu Inter

Il Giornale continua sul mister: "Oggi quell'uomo è diventato tutto casa e Appiano, senza scorciatoie. Quando gli propongono le giovanili dell'Inter sceglie l'Under 14, il gradino più basso. E a chi gli chiede se è matto («manca di ambizione», dice qualcuno), risponde con uno dei suoi sorrisi che dicono molte parole. Sale insomma di scalino in scalino per arrivare fino alla Primavera, nel frattempo - 2023 - rifiuta la panchina della Romania, perché certe cose non fanno parte della sua visione di calcio. Il Parma e poi l'Inter sono storia di oggi: anche quando è scelto come erede di Inzaghi sente il ronzio intorno a sé, e pure stavolta qualcuno dice che sia inesperto. Lui deglutisce e si fa una promessa. E prepara la vendetta, col lavoro". 

Chivu ha continuato a lavorare anche con gli avversari a meno sette. Non ha mostrato ansie, le tiene per sé. Si fa coccolare dalla sua adorata famiglia. È un uomo tutto casa ed Appiano dove studia tanto, anche quando la squadra riposa. Là, su quei campetti ha conquistato la squadra che gli ha regalato il titolo di Campione d'Italia all'esordio sulla panchina di una big.

(Fonte: Il Giornale)