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CorSera – Designazioni, da dove ricava il pm il punto di contatto Rocchi-Inter? Servono prove

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Prosegue l'inchiesta arbitri, giovedì verranno ascoltato Gervasoni e Rocchi. Intanto l'Inter non è indagata, secondo quanto comunicato dagli inquirenti
Andrea Della Sala Redattore 

Prosegue l'inchiesta arbitri, giovedì verranno ascoltato Gervasoni e Rocchi. Intanto l'Inter non è indagata, secondo quanto comunicato dagli inquirenti

"Sebbene non pochi dei numerosi arbitri ed ex arbitri ascoltati come testimoni nei mesi scorsi abbiano riferito di voci correnti su gesti in codice per comunicare da fuori la sala Var con gli addetti all’interno della sala Var (in violazione del protocollo che predicava impermeabilità), al momento le uniche partite sotto esame (tutte della scorsa stagione, non di quella in corso) e le uniche persone indagate sono quelle emerse sabato in occasione dell’invito a comparire notificato il giorno prima a Rocchi. Sono cioè il designatore arbitrale per la «bussata» al Var in Parma-Udinese dell’1 marzo 2025, il supervisore del Var Andrea Gervasoni, gli addetti al Var Luigi Nasca (per Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 come Gervasoni) e Rodolfo Di Vuolo (al Var di Inter-Verona del gennaio 2024, gara della famosa gomitata di Bastoni), e (ma per una ventilata falsa testimonianza su Parma-Udinese) l’addetto Var Daniele Paterna. Se indagati sono solo questi 5 arbitri, significa che allo stato non ci sono indagati tra tesserati o dirigenti di squadre di calcio", scrive il Corriere della Sera.

Inter Marotta Rocchi

"Ancora più difficile da interpretare è l’altro filone, che invece resterebbe comunque di competenza milanese visto che come teatro avrebbe avuto lo stadio di San Siro il 2 aprile 2025. E cioè la «combine» di Rocchi — «in concorso con altre persone», che quindi o non sono ancora indagate se identificate, o ancora non sono identificate con certezza — per designare in una gara di campionato con il Bologna un arbitro gradito all’Inter; e per designare nella semifinale di Coppa Italia un arbitro invece sgradito ai nerazzurri ma lì voluto proprio per ridurre le possibilità statistiche di averlo poi ancora in campo nelle successive partite più decisive per lo scudetto. In assenza di atti depositati alle parti, si continua a non sapere da quale tipo di prova il pm abbia ricavato l’esistenza di un qualche punto di contatto tra Rocchi e il mondo Inter in quel 2 aprile. Poiché però l’elencazione delle fonti di prova è un obbligo per il pm che interroghi l’indagato, a questo punto dipenderà da Rocchi e Gervasoni scegliere se giovedì avvalersi della facoltà di non rispondere, oppure se presentarsi per ascoltare quali siano questi elementi, confrontarsi con essi e poterne così anche saggiare la solidità o friabilità. Al momento il barometro delle scelte difensive sembra volgere al rispondere per Gervasoni e al non rispondere per Rocchi", aggiunge il quotidiano.