I mesi difficili tra Inter e Nazionale l'hanno forgiato: il Corriere della Sera sottolinea il cambio di passo, dentro e fuori dal campo
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I due episodi della passata stagione (l’espulsione di Kalulu e Zenica) hanno pesato come un macigno su Alessandro Bastoni, ma il difensore dell’Inter è riuscito a superare il periodo complicato grazie alla vicinanza della famiglia e del club nerazzurro che non lo ha mai lasciato solo, a partire da Cristian Chivu. Bastoni è ripartito e si è messo alle spalle gli episodi negativi.
“Non è mai troppo tardi per ricominciare, per provare ad essere quel leader che all’Italia è mancato dopo Euro 2021. Alessandro Bastoni c’è sempre stato. Anche davanti ai microfoni, sia alla vigilia che dopo la partita, Bastoni ha dimostrato quella consapevolezza che chiedeva il ct Mancini. Ma bisogna fidarsi? La domanda non è tendenziosa, ma è basata sui numerosi precedenti: per motivi evidenti l’Italia ha sempre dato alla Nations League più importanza rispetto alla maggior parte dei suoi avversari, quasi come una medicina per ripartire, costruendo gioco e illusioni che puntualmente sono scomparse quando la palla cominciava a pesare davvero. Non è detto che non sia la volta buona, dipende dalla crescita di una squadra giovane, ma anche dalla maturità dei più esperti. Dipende anche da Bastoni e da una leadership che deve resistere a urti anche più forti di quello della nuova Francia di Zidane”, sottolinea il Corriere della Sera.
“Ripartiamo da Bastoni, dunque. Tra le frasi dette dall’interista alla vigilia, un paio avevano colpito più di altre. La prima sull’Italia: «Devi vedere in tv una partita e dire: "Ok, quella è l'Italia". Devi riconoscerla subito». La seconda su se stesso: «Non sono forte nella difesa a 4 come in quella a 3? Giocatori scarsi che restano dieci anni nell’Inter e vincono un po’ di trofei ne ho visti pochi. In Italia siamo bravi ad autocriticarci e questo penso che debba cambiare. Io sono molto sicuro delle mie capacità e vado avanti per la mia strada».
“I mesi terribili tra Inter-Juve e l’eliminazione dal Mondiale sembrano aver forgiato un nuovo Bastoni, più duro, aggressivo ma allo stesso tempo più maturo e riflessivo. La risalita è iniziata, ma per lasciarsi alle spalle il passato serve una serata da Bastoni anche quando la palla è un macigno”.
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