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Dopo il flop della Nazionale, il difensore dell'Inter Alessandro Bastoni rientra ad Appiano Gentile con l’umore sotto terra. E si gioca il campionato coi nerazzurri
“Lo sguardo perso nel vuoto, tanti pensieri nella testa, sia in pullman, che in aereo, nel volo notturno. Alessandro Bastoni esce per ultimo da Malpensa dove l’Italia è atterrata prima dell’alba di ieri. Ha l’aria stralunata. Il difensore dell’Inter e della Nazionale non giocava dal derby dell’8 marzo per colpa di una caviglia gonfia come un melone, è arrivato lo stesso in Nazionale, ha stretto i denti contro l’Irlanda del Nord. Fino al fallo da espulsione di Zenica, per l’entrata scomposta su Memic, che ha lasciato gli azzurri in 10. Bastoni non poteva essere al top, forse è anche deconcentrato dalle voci di mercato che lo vogliono al Barcellona. Ma sa di averla combinata grossa, perché questa sconfitta a differenza di altre non avrà una rivincita. Non immediata almeno. E questa è la parte più dura da metabolizzare. E per Bastoni è ancora peggio, perché dalla finale di Champions persa malamente con il Psg fino alla disfatta contro la Bosnia, il suo anno orribile è di fronte agli occhi di tutti. Come del resto l’interesse per il Barcellona, colpito soprattutto dalle capacità di impostazione del difensore, che però in Nazionale non gioca nella sua tradizionale posizione di centrale di sinistra. Mostrando i suoi limiti come marcatore puro. Sono dettagli, chiaramente. Ma i dettagli cambiano tutto”, analizza il Corriere della Sera.
“Un esempio? Giocarsi il Mondiale a Oslo alla prima giornata del girone di qualificazione, nemmeno una settimana dopo la traumatica sconfitta con il Psg: da Doué a Haaland, due disastri, di gruppo ma anche individuali. Nei quali Bastoni non ha fatto la differenza, anzi. E anche al ritorno nel 4-1 a San Siro dei norvegesi l’interista non è sembrato a suo agio, con troppe distrazioni, anche banali. Come quella contro il Liverpool, costata di fatto all’Inter la qualificazione diretta agli ottavi di Champions e quindi il passaggio attraverso i playoff-trappola contro il Bodo: una spinta veniale su Wirz che accentua la caduta, ma fatta da Bastoni con due mani e per questo molto ingenua, causa il rigore a due minuti dal 90° e condanna alla sconfitta i nerazzurri. Senza contare che nella partita precedente a Madrid, è lui nel recupero a non saltare su Gimenez, autore del più classico dei gol di testa sugli sviluppi da corner. Tutto qui? Ci sarebbe anche il rigore parato da Ravaglia in semifinale di Supercoppa, con l’Inter eliminata per gli errori ulteriori di Barella e Bonny. Ma il peggio doveva ancora venire ed è fotografato dalla simulazione e dall’esultanza sguaiata per il tocco veniale dello juventino Kalulu, espulso per doppia ammonizione nel big match del 14 febbraio a San Siro: il rosso sarebbe dovuto toccare al difensore nerazzurro, che era già ammonito, invece ha penalizzato i bianconeri, poi sconfitti al 90° da un gol di Zielinski”.
“Dopo le polemiche feroci, le minacce sui social a lui e alla sua famiglia, Bastoni ha parlato a Bodo (dove è iniziata la crisi di gioco e risultati dell’Inter), per ammettere l’errore: «È vero, ho accentuato la caduta dopo il contatto col mio avversario per provare a trarre vantaggio, lo ammetto e mi prendo le responsabilità. La cosa che mi dispiace è la reazione che ho avuto dopo, quell’esultanza è stata molto brutta da vedere, figlia di trance agonistica. Ritengo però sia altrettanto giusto che la mia carriera e la mia persona non debbano essere definite da quell’episodio». Più difficile che l’interista parli adesso per un fallo evitabile, dopo che Mancini si era lasciato sfuggire Memic sul rinvio un po’ corto di Donnarumma. «Preferivo difendere diversamente con Bastoni, scappando all’indietro — ha spiegato Gattuso —. A livello arbitrale, tante scelte non mi hanno convinto». Sul rosso diretto sventolato da Turpin però non ci sono dubbi, tanto che lo stesso Bastoni ha protestato timidamente. Se la testa è già a Barcellona con le sue offerte milionarie, sarà un problema in più anche per l’Inter, che riaccoglie gli azzurri stamattina. Per il Mondiale se ne riparla tra quattro anni, quando Bastoni ne avrà 31. Un po’ più di maturità, dovrà esserci per forza”, scrive il quotidiano.
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