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L'esterno mancino, Federico Dimarco, è certamente uno dei protagonisti della cavalcata scudetto dell'Inter. Il club ha deciso per il suo futuro e farà scattare la clausola.
"Si chiama progetto a lunga scadenza. Sul contratto firmato tre anni fa, Federico Dimarco legge ancora una scritta poco rassicurante: 2027. In realtà non esiste un’urgenza di rinnovo, né una trattativa da impostare come avverrà per Hakan Calhanoglu dopo l’estate. L’Inter ha mantenuto una clausola unilaterale per estendere l’accordo per un’ulteriore stagione, fino al 2028. Scatterà nella prossima primavera, o quando la società lo riterrà opportuno, evitando ogni rischio. Del resto il legame tra giocatore e club è tale, a livello soprattutto emotivo, da non poter vacillare per una questione burocratica. Più avanti tra l’altro il contratto potrebbe essere ancora prolungato (2030) rivedendo le cifre dello stipendio: oggi Dimarco guadagna circa 4 milioni netti e in questa stagione speciale ha incassato oltre ogni ragionevole dubbio tutti i bonus individuali", spiega La Gazzetta dello Sport.
"Non serviva nemmeno un rendimento mostruoso per cementare l’intesa: Dimarco è nato a Porta Romana, ha imparato a giocare a calcio alla Rotonda della Besana immaginando un giorno di poter calpestare le zolle di San Siro. Ha realizzato l’obiettivo, è diventato una colonna della Nazionale, non trova alcun motivo dentro di sé per modificare la traiettoria della carriera e della vita. Milano, la Milano nerazzurra, è scritta nella sua anima e resterà casa probabilmente fino all’ultima delle sue corse sulla fascia sinistra. Tanto più che il rapporto con Cristian Chivu, scommessa vinta da Marotta, è vicino ai livelli della perfezione. I due vedono il calcio allo stesso modo e amano condividere ragionamenti che non siano per forza legati allo sport. Restare all’Inter sarebbe piaciuto a Dimarco a prescindere. Con un allenatore come Chivu di più".
"Domenica intanto la famiglia è pronta a festeggiarlo per lo scudetto. Sarà il secondo per lui, che nella stagione del diciannovesimo griffato Antonio Conte giocava in prestito al Verona. Dimarco, come gli altri giocatori del nucleo storico come Lautaro, Barella, Calhanoglu, Thuram, non vede l’ora di sfilare per le strade della città in mezzo alla gente che lo ha accompagnato pazientemente nel percorso di crescita. E siccome un primato tira l’altro, Dimarco ha anche già fissato il record personale di gol in una stessa stagione: sono 7, compresa la punizione liftata a Dortmund in Champions League. Se riuscisse a segnare ancora alzerebbe l’asticella per chiudere da campionissimo un’opera deliziosa, rovinata da una sola nota stonata: l’eliminazione dal Mondiale. E’ un tarlo che lo sta torturando. Per guadagnarne un altro con la Nazionale, Federico dovrà aspettare quattro anni: estate del 2030, quando di anni ne avrà quasi compiuti 33. Spera di sfruttare l’ultima chance, magari da capitano dell’Inter: il coronamento di un’epoca di appartenenza e realizzazione", chiude Gazzetta.
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