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Dominio Inter, domenica due trofei a San Siro. Stagione super per Chivu: subito doblete!
Dopo lo scudetto, anche la Coppa Italia. L'Inter batte 2-0 la Lazio all'Olimpico e alza al cielo la decima Coppa Italia. Un trofeo importante che corona una stagione all'insegna del dominio nerazzurro.
"Domenica pomeriggio, al termine della partita con il Verona, l’Inter poserà sul prato due trofei e ci danzerà attorno, come indiani attorno ai totem. Dopo lo scudetto numero 21 è arrivata la decima Coppa Italia, strappata alla Lazio senza esagerata fatica. Un’onesta pratica d’ufficio. Troppo il divario tecnico. Poi, se a una squadra che ti ha appena segnato 3 gol e ha 34 punti in più in campionato, regali 2 reti, è difficile venire fuori. Più o meno come vestirsi da Babbo Natale davanti a un toro. Autogol di Marusic al 14’, su colpo di testa di Thuram; palla persa dallo svampito Nuno Tavares che Dumfries, il migliore, ha rifinito per Lautaro (35’), al terzo gol in una finale di Coppa Italia, come nessuno all’Inter", analizza La Gazzetta dello Sport.
"Il tour sentimentale di Cristian Chivu è finito così nel migliore dei modi: ha conquistato lo scudetto contro il suo ex Parma e la Coppa Italia all’Olimpico che è stato il suo castello per 4 anni. Al debutto sulla panchina dell’Inter subito doblete, come solo Mourinho e Mancini, presente in tribuna. Dalla stagione 2020-21 i nerazzurri hanno vinto 9 trofei, oltre a 2 finali di Champions, Napoli e Juve 3, il Milan 2. Significa che gli anni Venti di questo secolo, per ora, sono trascorsi sotto il dominio italiano della Beneamata".
"La Lazio, consapevole della sua inferiorità (anche troppo), è scesa in campo con il saio del blocco basso, ma, come detto, dopo pochi minuti, si è messa a peccare in difesa, compromettendo il sogno. Deludenti i più attesi, Isaksen e Zaccagni, che avrebbero dovuto trasformare la sofferenza in speranza, con le loro talentuose ripartenze. Sono rimasti ancorati in porto. Zaccagni ha l’alibi degli acciacchi, ma anche la colpa di un esagerato nervosismo: ha speso più energie a protestare che a correre, soprattutto da terra. Molto sdrucciolevole. Tra le individualità nerazzurre: oltre al citato Dumfries, che ha innescato i due gol, cerchiolino rosso per Akanji, sempre pulito e puntuale nelle chiusure e per la Thu-La che ha fatto cronaca anche a questo giro. Interessante la staffetta in regia tra Sucic e Zielinski", aggiunge Gazzetta.
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