Il quotidiano rivela alcune retroscena dell'audizione del club referee manager dell'Inter ieri negli uffici del Tribunale di Milano
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SCHENONE NON INDAGATO
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Schenone entra come teste ed esce come teste
Nessun testimone fattogli presente su eventuali incontri con Rocchi sul tema arbitri. Da 6 anni «club referee manager» dell’inter, cioè addetto a interloquire con il referente della «Commissione arbitri nazionale» per i rapporti ufficiali con le società, Schenone entra da testimone nell’ufficio del pm Maurizio Ascione in un piano della Procura reso dai carabinieri off-limits ai giornalisti, e a fine mattina esce sempre da testimone, al pari poi dell’attuale designatore arbitrale Dino Tommasi e dell’ex presidente dell’aia Antonio Zappi (ascoltati di più sulle vicende della sala Var di Lissone)”.
Il quotidiano rivela di cosa si è parlato nell’audizione.
“A Schenone gli inquirenti fanno invece ascoltare alcune altre intercettazioni (sempre della primavera 2025, prima dello stop del gip agli ascolti) tra Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni, e tra Rocchi e Riccardo Pinzani, ex assistente di Rocchi quando i due arbitravano, e all’epoca delegato Figc per i rapporti con le squadre.
Rocchi, specie nella telefonata con Gervasoni, alla GDF appariva a tratti insofferente e scocciato dal fatto che «loro» avessero insistito affinché egli designasse Daniele Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile 2025, in modo da «schermarlo» e cioè creare la situazione per cui l’inter non rischiasse più di averlo tra i piedi nelle successive partite del finale campionato più importanti per la lotta scudetto. E affinché designasse l’invece apprezzato Andrea Colombo per la gara Bologna-inter del 20 aprile 2025”.
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