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Esposito, stagione da ricordare: in arrivo il primo scudetto in assoluto con l’Inter

Fabio Alampi Redattore 
L'attaccante nerazzurro non ha mai vinto in carriera il tricolore, nemmeno nelle varie categorie del settore giovanile

Non capita di certo tutti i giorni di vincere uno scudetto. Per alcuni calciatori dell'Inter sarebbe una prima volta in assoluto, come scrive La Gazzetta dello Sport: "L'appuntamento è di quelli che non si scorderanno mai. Ogni prima volta porta con sé questa capacità di essere indimenticabile e nell'Inter cinque giocatori potranno assaporare questo gusto dolcissimo grazie al primo scudetto della carriera. Il quintetto dei «novellini» è composto da Pio Esposito, Josep Martinez, Ange-Yoan Bonny, Andy Diouf e Luis Henrique".

I numeri

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"Il ragazzone di Castellammare con il numero 94 sulle spalle guida il manipolo dei debuttanti da tricolore. Ha messo il suo sigillo su questa prima stagione tra i grandi con 6 gol in campionato fino a questo momento. Un numero che l'ha fatto diventare il quarto giocatore dell'Inter a realizzare più di cinque reti in una singola stagione di Serie A prima di compiere 21 anni nell'era dei tre punti a vittoria, dopo Nicola Ventola (6 nel 1998-99), Obafemi Martins (7 nel 2003/04 e 11 nel 2004-05) e Mario Balotelli (8 nel 2008-09 e 9 nel 2009-10).

Insomma, Pio non ha certo fatto la comparsa in quest'annata in cui ha dimostrato di saper stare in campo insieme a Lautaro, illuminando l'attacco con la Pi-La, e di avere anche voglia e attitudine giuste per provare a caricarsi la squadra sulle spalle in assenza del capitano argentino e in quel momento — intorno a metà marzo — in cui Marcus Thuram ancora non era il Tikus prolifico del post sosta per le nazionali".

La prima volta

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"Pio, ampiamente già allenato da Cristian Chivu nelle giovanili interiste, non ha però mai vinto uno scudetto nelle Under nerazzurre. Il primo titolo che vince da certezza della prima squadra assume quindi quasi i contorni del premio alla dedizione, del riconoscimento per essersi reso subito risorsa ma senza abbandonare il mantello della prospettiva".