Con le dimissioni di Gravina tocca capire ora chi raccoglierà l'eredità e sarà il nuovo presidente della Figc. In attesa delle elezioni spuntano le prime ipotesi per la presidenza.

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Figc, i nomi per la presidenza: Malagò candidato forte, ipotesi Abete. Quattro gli outsider
"Uno dei confronti più attesi coinvolgerà la Lega di Serie A, che ha ottenuto una crescita significativa del proprio peso elettorale salendo dal 12 al 18 per cento dei voti. La Confindustria del calcio pretende di indicare al Governo (del calcio, sempre) il candidato che ritiene più idoneo a portare avanti gli interessi del motore economico e tecnico del sistema. E il nome in questione sarebbe Giovanni Malagò, ex numero uno del Coni e recentemente presidente del comitato organizzatore dell’Olimpiade di Milano Cortina. Malagò, pur non mettendo d’accordo tutti i club di A, rappresenterebbe la sospirata discontinuità con la precedente gestione e un segnale di autonomia rispetto alle possibili ingerenze della politica (le sue frizioni con il ministro Abodi sulla rieleggibilità al vertice del Coni sono ormai storia). In più è un profilo che unisce le capacità manageriali e l’esperienza nel mondo dello sport che ha vissuto da protagonista per decenni. Le sue autorevoli credenziali potrebbero convincere anche, da qui a qualche settimana, gli elettori più scettici, soprattutto nell’area dei Dilettanti che percentualmente pesa di più (34%). Ma qui si entra in un territorio sdrucciolevole", scrive La Gazzetta dello Sport.
"Il presidente della Lega Dilettanti è Giancarlo Abete, ex presidente federale che ieri uscendo dal palazzo di Via Allegri commentava amaro: «Non avrei mai immaginato che le mie dimissioni del 2014 in Brasile potessero coincidere con l’ultima partita dell’Italia in un Mondiale». E’ un modo per puntualizzare che il suo addio non ha risolto i problemi del movimento calcio. Anzi. Abete, fedele alleato di Gravina fino all’ultimo, darebbe continuità al lavoro svolto nella gestione precedente e non sarebbe sgradito al mondo politico: «Ma io non mi pongo il problema in questo momento. Dobbiamo piuttosto interrogarci sul sistema che ci aiuti a recuperare competitività, sia a livello di Nazionale che di club. Valuteremo serenamente». Anche se... «In passato non si è raggiunto il 51% e si è finiti con un commissariamento. Serve un confronto approfondito». Della serie: per fare il presidente dovete almeno contare su di me. Resta da capire se tutti i Dilettanti si schiereranno con lui e se le altre componenti non troveranno un’intesa tra loro: la partita è aperta è può riservare molte sorprese".
"La corsa alla poltrona non si può esaurire a due nomi, se pensiamo che manca più di un mese al giorno della scadenza (13 maggio) per la presentazione delle candidature. Dall’Assocalciatori per esempio è uscita fuori l’idea di Demetrio Albertini, già candidato nel 2014 e battuto da Carlo Tavecchio. Giovane, competente, elegante, è una figura che intriga anche le altre componenti e sarebbe in prima fila rispetto ad altri ex calciatori di spicco come Paolo Maldini, Alessandro Del Piero o addirittura Giorgio Chiellini per questioni di budget. Comunque all’Aic, che pesa per il 20%, non dispiacerebbe neppure Malagò. Ha meno chance invece Matteo Marani, attuale presidente della Lega di C, che è peraltro molto contento di mantenere la posizione un tempo occupata da Gravina, a sua volta dimissionario ma non invisibile nelle consultazioni. Da valutare infine l’orientamento dell’Assoallenatori di Renzo Ulivieri, che sposta l’ago della bilancia con il 10 per cento dei voti", aggiunge Gazzetta.
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