Continua il duello fuori dal campo tra Inter e Milan. Le due società si affrontano in un’altra partita, sotterranea e silenziosa, legata al basket.

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GdS / Inter-Milan, derby NBA: RedBird avanti, ma Oaktree vuole l’Olimpia
A rivelare gli ultimi aggiornamenti è La Gazzetta dello Sport:
“RedBird, il fondo proprietario del Milan, e Oaktree, che tira i fili per l’Inter, stanno parlando con la Nba per fondare e gestire la franchigia milanese di Nba Europe, la lega di basket che dovrebbe nascere in Europa nell’autunno 2027”.
Come riferisce la Rosea, sia RedBird sia Oaktree hanno inviato una prima offerta non vincolante entro la scadenza fissata da Nba per la mezzanotte del 31 marzo.
“Chi è in vantaggio? Il Milan, come nel calcio, ma la partita è ancora lunga, con diversi nodi politici e finanziari da sciogliere”.
Il Milan punta su tre fattori in particolare: tempistica, rapporti e marchio.
“Gerry Cardinale si è mosso prestissimo per Nba Europe ed è stato tra i più entusiasti. Una data su tutte: 19 gennaio 2026. Quel giorno, la Nba ha ospitato a Londra un meeting con i potenziali proprietari delle franchigie europee. In sala 250 persone. Oaktree non partecipò mentre Cardinale e Ibrahimovic, suo advisor nel Milan, furono invitati dalla Nba a parlare pubblicamente. Un passaggio significativo, che testimonia la forza dei rapporti con Adam Silver, il commissioner Nba che in ottobre fu ospite dell’assemblea generale di RedBird. Ultimo ma non per importanza, il marchio: la Nba sarebbe entusiasta di avere una squadra chiamata Milan in maglia rossonera: un nome universale, legato a un club molto amato nel mondo. Cardinale in ogni caso, da businessman, fa i suoi conti e valuta con prudenza perché l’impegno economico richiesto, nell’immediato e non solo, è notevole”.
Oaktree e l’Inter, però, non stanno a guardare e continuano a lavorare sotto traccia:
“Oaktree è perfettamente in partita. Si è attivata più tardi, almeno pubblicamente, ed è legata all’Inter, che ha meno tifosi nel mondo. In compenso, rilancia con la sua potenza economica: gestisce oltre 200 miliardi di dollari, contro i 14 miliardi di RedBird. La partita, per questo e molti altri motivi, è lunga e complessa. Nba ora analizzerà la offerte arrivate sul suo tavolo, dialogherà con i potenziali proprietari e arriverà una decisione città per città. Un passaggio sarà più importante degli altri: il meeting, programmato dopo Pasqua, con Eurolega. Se Nba Europe verrà gestita da tre teste, quindi da Eurolega oltre che da Nba e Fiba, la posizione dell’Olimpia Milano si rafforzerebbe molto grazie al legame con Eurolega. Oaktree, che dialoga con l’Olimpia per acquisire una minoranza della società, è uno spettatore molto interessato…”.
Ma dove giocherebbe la franchigia milanese e soprattutto gareggerebbe anche nel campionato italiano? La Gazzetta dello Sport chiarisce tutti i quesiti:
“La franchigia milanese dovrebbe giocare in un impianto con standard Nba, che Cardinale e RedBird progettano di costruire in 3-4 anni a San Donato, nell’area acquisita nel 2024 per lo stadio. Inoltre, questa franchigia dovrebbe partecipare al campionato italiano, acquisendo il titolo sportivo da un club iscritto alla Serie A. I dialoghi tra Cardinale e Luis Scola, uomo Nba e azionista di maggioranza della Pallacanestro Varese, in questo senso fanno pensare. Varese può cedere il suo titolo? Difficile, considerata la tradizione di una società da 10 scudetti e 5 Coppe dei Campioni. E se la squadra nata da quella partnership si chiamasse Milan, come gradito a Nba, che cosa sarebbe del nome “Varese”? I nodi da sciogliere sono tanti ma il messaggio è chiaro: il derby, anche se la tv non lo trasmette, è ufficialmente cominciato”.
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