Si è parlato del commissariamento della Figc dopo lo scandalo arbitri, la decisione finale spetta al presidente del Coni Buonfiglio

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Figc, Governo spinge per il commissario. “A oggi non ci sono condizioni, decide presidente Coni”
"Le pressioni del governo per intervenire sul calcio con lo strumento più duro che lo sport abbia a disposizione sono sempre più forti e palesi. E a nessuno sembra interessare (o forse interessa troppo) che tra meno di due mesi la Federazione avrà un nuovo presidente, pronto a lanciare un piano di riforme in grado di far ripartire il prima possibile il calcio italiano. Abodi diffida, lo ha detto più volte, per lui serve una rivoluzione che prescinda da un nome e vada a smuovere le fondamenta del sistema, cambiando anche lo statuto, e solo un commissario a suo dire potrebbe essere tanto efficace. Fino a sabato aveva pronto un piano B per arrivare più o meno allo stesso risultato, assecondando un percorso parlamentare (esiste già la bozza di un disegno di legge che, tra l’altro, prevede un commissariamento obbligatorio e che aggiungerebbe ai criteri per attuarlo anche la competitività delle nazionali) o agendo tramite decreto. Ma è chiaro che adesso, con la tempesta arbitrale, il commissario torni ad avere un certo fascino, se non altro dal punto di vista mediatico", spiega La Gazzetta dello Sport.
"Occhio però, il solo autorizzato a procedere a un commissariamento è il presidente del Coni, ovvero Luciano Buonfiglio. Prima del caso Rocchi aveva spesso ripetuto: «Al momento non ci sono le condizioni». E nonostante le apparenze la realtà è ancora quella. In base allo Statuto Coni si può commissariare se si vengono a creare quattro particolari circostanze: per il caso che coinvolge il designatore Rocchi si vorrebbe far leva sulle «accertate gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi», ma a oggi di accertato non c’è nulla e il designatore, che - ribadiamolo - non è scelto dalla Figc né ha legami con questa, non fa parte degli organi direttivi federali. Anche per questo, nonostante l’ingombrante cambio di scenario, Buonfiglio preferisce essere molto prudente. Il commissariamento, che con gli elementi che sono presenti oggi sarebbe quantomeno forzato, deve essere votato in Giunta Coni (di cui peraltro fanno parte il quasi candidato alla presidenza Giovanni Malagò e molti dei suoi): siamo sicuri che l’attuale numero uno del Comitato olimpico otterrebbe facilmente la maggioranza per portarlo avanti? Non è una questione da poco, se i 17 della Giunta (tolto lui) gli voltassero le spalle sarebbe politicamente costretto a dimettersi. Esattamente come nel caso in cui il Tar del Lazio accogliesse un possibile (anzi probabile) ricorso della Federazione o la Lega Serie A per un commissariamento illegittimo. Buonfiglio ama essere il presidente dello sport italiano e ha intenzione di muoversi con la massima cautela. Prima di azzardare vuole riflettere. Molto a lungo", aggiunge Gazzetta.
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