01:59 min
fcinter1908 news rassegna stampa Inchiesta arbitri, nessuna intercettazione su Schenone. Procura vuole sentire altre figure

news

Inchiesta arbitri, nessuna intercettazione su Schenone. Procura vuole sentire altre figure

Andrea Della Sala Redattore 
Nella giornata di ieri è stato sentito, come persona informata dei fatti, l'addetto agli arbitri dell'Inter Giorgio Schenone

Nella giornata di ieri è stato sentito, come persona informata dei fatti, l'addetto agli arbitri dell'Inter Giorgio Schenone. Il club referee manager nerazzurro non è tra gli indagati e non ci sarebbero intercettazioni significative a suo carico.

"Ieri in Procura sono state infatti sentite tre persone che potrebbero aver avuto un ruolo centrale in questa storia. La prima audizione - durata più di tre ore - è stata quella di Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, che sarebbe stato menzionato da Rocchi e Gervasoni in un’intercettazione captata dalla procura. E qui si arriva al primo punto: non ci sarebbero infatti intercettazioni significative dirette tra l’ex designatore e Schenone. Quest’ultimo sarebbe stato infatti menzionato in una telefonata, ma dalle sue conversazioni non sembra emergere niente di anomalo. Tra i due c’era un rapporto fin dai tempi in cui arbitravano entrambi - e questo si sa, ma insomma nulla in più. L’incontro, però, sarà certamente servito al pm a chiarire i rapporti tra l’addetto agli arbitri dei nerazzurri, Pinzani (incaricato dalla Figc per relazioni tra l’Aia e i club nella stagione 2024-25) e lo stesso Rocchi. L’obiettivo della Procura sarebbe anche quello di stabilire il limite tra le legittime rimostranze di un addetto agli arbitri come Schenone e il tentativo di fare pressione per condizionare le scelte del designatore. E qui si arriva al secondo punto importante della giornata di ieri: l’intenzione degli inquirenti sarebbe quella di allargare il raggio dell’indagine. Saranno sentite persone diverse, con differenti ruoli e compiti. E non è escluso che nelle prossime settimane non potranno essere convocate in procura altre figure legate ai club. Addetti agli arbitri e non solo", riporta La Gazzetta dello Sport.

"Tornando alle audizioni di ieri dopo Schenone è stata la volta di Dino Tommasi - appena diventato designatore di Serie A e B dopo l’auto sospensione di Rocchi — e di Antonio Zappi, ex presidente dell’Aia squalificato per 13 mesi per le pressioni illecite esercitate la scorsa estate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e D. Entrambe le audizioni sono durate più di due ore. Il pm Ascione avrebbe fatto sentire loro intercettazioni e audio, analizzando poi alcuni documenti. In più, avrebbero parlato del meccanismo con cui venivano scelte le designazioni e del funzionamento della sala Var di Lissone: dalla struttura alle persone che operano al suo interno durante una partita. Tommasi e Zappi, così come Schenone, sono stati sentiti come persone informate sui fatti: al momento non ci sono altri indagati".

"Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti c’è l’incontro del 2 aprile a San Siro. Il cuore della questione sarà chiarire con chi era Rocchi e chi sono le persone con cui sarebbe stato “in concorso”, come si legge nell’avviso di garanzia che gli è stato notificato. Chissà che le audizioni di oggi non abbiano fatto unire qualche casella al pm Ascione. Ciò che si sa è che hanno certamente contribuito a fornire altri elementi utili all’indagine: da lunedì, infatti, continueranno le audizioni. Saranno sentite altre figure legate al mondo del calcio, probabilmente slegate tra loro. La Procura starebbe infatti cercando di fare luce su tutti i rapporti esistenti all’interno del mondo arbitrale. Da qui, la scelta di sentire figure così diverse tra loro. Anche se il minimo comune denominatore resta uno solo: il rapporto con Rocchi e il ruolo svolto dalle persone “in concorso”. Andrà chiarita la natura di tutte le conversazioni avute dall’ex designatore e il confine che si dovrebbe superare per poter parlare di frode sportiva", aggiunge Gazzetta.