Il designatore Gianluca Rocchi, responsabile della Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B, è indagato per concorso in frode sportiva, in un’inchiesta condotta dal pubblico ministero Maurizio Ascione. Rocchi è stato chiamato a comparire giovedì 30 aprile alle 10.

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Inchiesta Rocchi: la lettera dell’ex guardalinee Rocca e i capi d’imputazione
Nella giornata di ieri è arrivata la notizia dell’indagine che riguarda l’ormai ex ‘capo’ degli arbitri.
Ma da cose è nata l’inchiesta? A rivelarlo è La Gazzetta dello Sport:
“L’inchiesta nasce da una lettera inviata nel maggio 2025 da Domenico Rocca, ex guardalinee classe 1984. Rocca scrive all’Associazione Italiana Arbitri per protestare per i punteggi sul suo operato, troppo punitivi. Rocca nella lettera annuncia che avrebbe «denunciato quanto accaduto alle competenti autorità federali, nonché alle competenti autorità ordinarie». La Procura Figc ha ricevuto la sua segnalazione relativa a Udinese-Parma, ha sentito Rocchi e ha archiviato, con l’avallo della Procura Generale dello sport presso il Coni. Relativamente ai due episodi di Inter-Milan e Bologna-Inter, invece, ha appena chiesto gli atti alla Procura di Milano. Presto potrebbe aprire un nuovo fascicolo. Qui, una nota a margine: Rocca scrive all’Aia nel maggio 2025, uno o due mesi dopo le partite oggetto dell’inchiesta. È probabile che, se ci sono intercettazioni, siano soltanto successive a quella data”.
La Rosea parla anche dei capi d'imputazione:
Il primo: Rocchi, durante la semifinale di andata di Coppa Italia Milan-Inter del 2 aprile 2025, avrebbe combinato la designazione dell’arbitro di Bologna-Inter del 20 aprile 2025, «in concorso con più persone presso lo stadio San Siro». Chi sono queste persone? Ancora non è chiaro. L’arbitro scelto per quella partita, poi decisa da Orsolini, fu Andrea Colombo, che nell’avviso di garanzia viene definito «gradito all’Inter». Il secondo capo di imputazione: Rocchi, in quel 2 aprile a San Siro, avrebbe combinato la designazione per la semifinale di ritorno dell’arbitro Daniele Doveri, definito «poco gradito all’Inter». Perché? Per «assicurare all’Inter direzioni di gara diverse per l’eventuale finale di Coppa Italia e per il resto delle partite di A».
Udinese-Parma Il terzo capo d’imputazione è riferito a un episodio di Udinese-Parma del 1 marzo 2025. Balogh devia con il braccio un tiro di Thauvin, l’arbitro Maresca non concede rigore e il Var Paterna, impegnato a Lissone con l’Avar Sozza, prima pare intenzionato a confermare la decisione del campo, poi si gira, dice «è rigore» (come si vede dal labiale in un video pubblico) e invita Maresca ad andare al monitor. Verso chi si gira Paterna? L’ipotesi è che Rocchi abbia suggerito la decisione attraverso le vetrate della sala Var, andando oltre quanto gli era permesso come designatore. Paterna nei mesi scorsi è stato convocato dalla Procura di Milano per parlare, come testimone, di quell’episodio. La sua deposizione è stata interrotta quando il pm Ascione ha ritenuto che Paterna non dicesse la verità: per questo, gli ha comunicato che la sua posizione si era trasformata in quella di indagato per falsa testimonianza".
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