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Repubblica – Inchiesta, Schenone: “Mai pressione su Rocchi”. In Procura dirigenti Inter?

Andrea Della Sala Redattore 
Emergono nuovi dettagli sull'inchiesta arbitri. Ieri è stato ascoltato come persona informata dei fatti l'addetto agli arbitri Inter

Emergono nuovi dettagli sull'inchiesta arbitri. Ieri è stato ascoltato come persona informata dei fatti l'addetto agli arbitri Inter Schenone. Ecco quanto è emerso:

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"Che si parlassero, non è stato negato. Del resto c'era uno scambio professionale e di rapporti di vecchia data, e semmai stupirebbe il contrario. Ma nel merito, sui condizionamenti sul campo da gioco, l'addetto agli arbitri del club interista ha assicurato: «Non ho mai fatto pressioni sulle scelte da fare». Nella sua audizione in procura di oltre tre ore Giorgio Schenone, convocato ieri come testimone e uscito da Palazzo di giustizia come tale quindi senza addebiti penalmente rilevanti, ha negato di aver provato a influenzare le decisioni arbitrali dell'ex designatore Gianluca Rocchi, indagato per concorso in frode sportiva e autosospesosi dopo l'avviso di garanzia ricevuto il 24 aprile scorso. Il pm Maurizio Ascione, titolare dell'inchiesta, convocherà subito nuovi testi, per accertare a fondo il capo d'imputazione formulato nella contestazione a Rocchi di «designazioni pilotate» a favore della squadra milanese, quest'anno già campione d'Italia ma l'anno scorso in lotta — poi persa con il Napoli — per lo scudetto", rivela Repubblica.

"L'inchiesta milanese quindi si allarga a nuovi convocati, lunedì e martedì della prossima settimana. Ed è possibile ipotizzare si tratti di qualche referente della dirigenza interista, a Roma oggi per la partita di campionato contro la Lazio. Perché da circoscrivere c'è ancora chi avrebbe partecipato a questo presunto incontro avvenuto il 2 aprile 2025 a San Siro, andata di Coppa Italia tra Inter e Milan. Con Gianluca Rocchi che avrebbe incontrato "qualcuno", riferito al club nerazzurro, che avrebbe esplicitato «un desiderio» sull'arbitro da trovarsi in campo. Una «pretesa», «una richiesta», «una pressione», un «Loro non lo vogliono» che togliesse il fischietto all'arbitro «sgradito» ai nerazzurri, Daniele Doveri, nelle partite — agli atti — ritenute più cruciali. Quindi, l'eventuale finale di Coppa Italia 2025 e le partite di fine stagione, decisive per lo scudetto. Schenone, addetto ai rapporti con gli arbitri del club, sarebbe così un portatore di istanze più alte. Intercettate giorni dopo nella telefonata — captata, a inchiesta già avviata da mesi — tra Rocchi e il suo secondo, Andrea Gervasoni, anche lui indagato ma per un altro concorso in frode sportiva su interferenze sul Var in Salernitana-Modena di B, marzo 2025. Interrogato la scorsa settimana nella sede della Guardia di Finanza di via Oglio".

"Oltre al capitolo designazioni e "pretese" dei club, ieri è stato affrontato, sempre sulla base di intercettazioni e altre attività tecniche, anche quello delle cosiddette "bussate" nella sala Var di Lissone, per modificare o confermare le decisioni prese dagli arbitri in campo. In particolare, con le testimonianze di due non indagati. Uno è Dino Tommasi, nominato da poco designatore arbitrale proprio al posto di Rocchi, volto televisivo di Open Var, intercettato al telefono con Rocchi nelle valutazioni "nel mirino" sull'operato Var. L'altro è Antonio Zappi, ex presidente dell'Associazione italiana arbitri, appena squalificato per 13 mesi. Audizioni durate un paio di ore l'una. In cui il focus sono state le intercettazioni in mano alla procura e i rapporti tra Rocchi e l'addetto agli arbitri dell'Inter Giorgio Schenone, dai confini sotto accertamento. Se chiacchiere o pressioni", spiega Repubblica.