Dopo Scudetto e Coppa Italia al primo anno, il tecnico nerazzurro guarda più in alto: vincere in Europa e continuare a costruire con i giovani, a partire da Pio Esposito

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Nella lunga intervista a Futnet, Cristian Chivu ha delineato quali sono i suoi obiettivi da allenatore dell’Inter. Ce n’è uno che il tecnico nerazzurro insegue più di altri, ovvero la Champions. Sfuggita due volte nel giro di tre anni, Chivu sogna di riportare la coppa dalle grandi orecchie a Milano più di 16 anni dopo Madrid quando in campo c’era proprio lui.

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“Una pagina nella storia dell’Inter. In realtà, Chivu l’ha già scritta. Anzi, si può dire che il suo sia stato un capitolo intero, visto che il Triplete resta la più grande impresa della squadra nerazzurra. Era ancora calciatore, però. Ora, da allenatore, ne ha cominciato un altro nel migliore dei modi, ovvero conquistando scudetto e Coppa Italia nel suo primo anno in panchina. Ma è chiaro che non si voglia fermare. Chivu parla sempre con grande rispetto dell’Inter e del suo ruolo: «So dove sono capitato, so qual è la mia responsabilità. Partendo con piccoli passi puoi raggiungere i traguardi che ti permettono poi di sognare più in grande». E ce n’è uno in particolare, evidentemente: la Champions”, sottolinea il Corriere dello Sport.

Chivu Inter

“L’Inter, chiaramente, ci proverà, proseguendo un percorso che va avanti ormai da alcuni anni e che ha già permesso di arrivare due volte in finale, ma che con Chivu ha avuto un’evoluzione. Perché il tecnico rumeno ha una propria storia anche da allenatore, frutto anche dei suoi trascorsi nel settore giovanile”.

Inter Chivu
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I GIOVANI

«Non bisogna mai prendere esempio da quello che facevamo noi ai nostri tempi, perché apparteniamo a generazioni diverse. Noi facevamo una cosa, le nuove generazioni ti fanno tre cose in un solo momento. Occorre un approccio molto più empatico. E devi essere veloce, altrimenti li perdi. Devi capire come sono fatti individualmente, cosa gli piace, cosa non gli piace. Si sentono visti, si sentono ascoltati, vogliono essere capiti».

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L’esempio migliore in questo senso non può che essere Pio Esposito. Che Chivu ha lanciato nel vivaio nerazzurro, per poi riaccoglierlo in prima squadra”.

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