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Inter-Juve, perché a San Siro può venire fuori un classico all’italiana. Inzaghi e Motta…

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Inzaghi e Motta tendono verso un calcio fluido, ma stasera vince il contropiede
Gianni Pampinella Redattore 

L'attesa è finita, tra poche ore Inter e Juve scenderanno in campo in quella che qualcuno ha definito la "partita più grande di tutti in Italia". Inzaghi e Motta tendono verso un calcio fluido, ma stasera vince il contropiede. "Thiago ha paura di concedere il campo aperto ai velocisti dell’Inter e sinora è stato premiato quando Vlahovic ha trovato il respiro giusto per essere lanciato o per mandare in porta Kalulu. Simone ha parlato del possesso palla esercitato dalla Juve, di solito ai limiti della propria area: media del 63,3% e dato record della Serie A nelle prime otto giornate. Teme di cadere in trappola e di essere infilato senza riuscire a sfondare. Un solo gol incassato e su rigore, sette clean sheet, miglior difesa nei cinque campionati top d’Europa", sottolinea il Corriere dello Sport.

"Attaccare la Juve non è facile e non è conveniente. Ecco perché a San Siro può venire fuori un classico all’italiana, nel senso tradizionale del gioco, e non solo perché il ct Spalletti troverà posto in tribuna per studiare gli azzurri. Aria da contropiede. La storia del derby d’Italia racconta di partite durissime, colpo su colpo: questa, a occhio, potrebbe entrare nella stessa scia. Le statistiche Opta, peraltro, confermano tendenze, caratteristiche e modalità di gioco. L’Inter tiene il campo con un baricentro medio (52 metri) più alto rispetto alla Juve (50,8)".


"I bianconeri applicano una linea alta del fuorigioco (34,4 metri contro 31,1) e sono portati ad arretrare il blocco squadra, per cui applicano una riconquista “bassa” del pallone (34,5 metri). Mentre Inzaghi ama chiedere ai suoi di intercettare e contrastare in una posizione “media” (36,6 metri) garantendosi la copertura con i tre difensori centrali. Così diventa micidiale nelle transizioni e riparte ad alta velocità dal centrocampo".

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"Di fatto l’Inter si esalta ribaltando il gioco e verticalizzando con un contropiede più corto. Uno o due passaggi consentono ai nerazzurri di andare direttamente in porta. Altri dati confermano la diversità negli ultimi 30 metri. Inzaghi sfrutta bene i due attaccanti. Thuram va in progressione, Lautaro sa cucire il gioco da seconda punta: 2,38 passaggi filtranti e quasi 18 cross a partita svelano la ricerca della profondità e degli esterni. L’Inter, come dimostra la mappa dei tocchi per zona, arriva a tirare a contatto con il portiere. Motta, invece, gioca sulle sponde (12,6 contro 9,25) chiedendo a Vlahovic di venire incontro alla palla e agli esterni d’attacco di ricorrere al dribbling (8,5 contro i 2,5 dei nerazzurri) per creare superiorità. Pensate se dovesse incrociare Dimarco, l’altro esterno azzurro, accostato anche da Fabio Capello a Roberto Carlos. Può essere il duello chiave".

(Corriere dello Sport)

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