02:00 min
fcinter1908 news rassegna stampa Scudetto dietro l’angolo: nessuno come l’Inter da corner. Merito di Dimarco e… Palombo

news

Scudetto dietro l’angolo: nessuno come l’Inter da corner. Merito di Dimarco e… Palombo

Andrea Della Sala Redattore 
L'Inter riesce sempre a colpire quando ottiene un calcio d'angolo. Dimarco ha un mancino perfetto, ma è anche il collaboratore a fare la differenza

L'Inter riesce sempre a colpire quando ottiene un calcio d'angolo. Dimarco ha un mancino perfetto, ma è anche il collaboratore Palombo a fare la differenza.

"Da quello spicchio di campo sono nati ben 17 gol dell’Inter; l’argentino, fino a questo momento della stagione, ne ha realizzati 16 in A. La squadra di Cristian Chivu ha ribaltato il concetto e il significato metaforico dell’essere «messo all’angolo», perché quando ci finisce rischia in realtà molto spesso di incastrare l’avversario. Le reti da calcio piazzato hanno fatto la differenza in questa stagione in cui la cura per geometrie e colpi di questo tipo è diventata compagna quotidiana del lavoro ad Appiano Gentile. Dietro le quinte agiscono gli schemi di Angelo Palombo (collaboratore che Chivu si è portato a Milano dopo aver lavorato con lui a Parma), in campo Federico Dimarco e i suoi fratelli che fanno diventare realtà quelle esercitazioni", scrive La Gazzetta dello Sport.

"I gol da sviluppi di calci d’angolo sono diventati un fattore. Partiamo dal numero che li quantifica: 17. Undici di questi hanno portato al gol direttamente, cioè senza l’ulteriore costruzione di un’azione. Tiro dalla bandierina e rete. Due tocchi e massimo dell’efficacia. Il miglior assistman dall’angolo è, neanche a dirlo, Dimarco. In 7 occasioni dal suo mancino è nato un cross che ha portato ad altrettante reti: 6 di testa e una di mancino. Delle sue traiettorie hanno beneficiato più giocatori. Thuram due volte, così come Bisseck e Akanji, e Lautaro in un’altra occasione. Lo scorso 8 febbraio, nel 5-0 interista al Sassuolo, proprio l’esterno mancino archiviò quella trasferta con tre assist; due di questi, il primo e l’ultimo, sono arrivati dall’angolo. Dopo il secondo, i festeggiamenti di squadra sono finiti a bordo campo, con Palombo sommerso dagli abbracci dei suoi ragazzi; mentre in occasione di un corner successivo, sempre con Dimarco pronto a batterlo, racconti di bordo campo hanno riferito di un Chivu che si sarebbe girato verso il suo staff dicendo: «Non è un angolo, è un rigore». Tanto per ribadire quanto la sua squadra, da quell’intersezione di linee, sia famelica. E come dimenticare l’asse Calhanoglu-Zielinski di Verona. Il turco calcia verso fuori area, lì c’è il polacco che aspetta la palla, coordinazione incredibile e rete da fuori".

 

"Nella maggior parte delle volte l’Inter sui calci d’angolo ci ha messo la testa (10 gol sui 17 totali sono arrivati così). La spizzata, la girata in volo. Chiedere a Thuram per conferma. Lui è l’interista che — a livello personale di gol — ha beneficiato di più dei corner; proprio il francese ha realizzato quattro reti da sviluppi di tiri dalla bandierina. E in questa stagione si è anche riscoperto un ottimo colpitore di testa. Sette dei suoi totali 17 gol in tutte le competizioni sono arrivati in questo modo e mai prima in carriera aveva dato così tante incornate che sono valse una rete. Guardando al giardino della Serie A e facendo anche un confronto con i cinque migliori campionati d’Europa (17 anche l’Arsenal), nessun’altra squadra è stata più efficace dalla bandierina né in questa stagione né negli ultimi 21 anni, ovvero da quando viene raccolto il dato. Chivu e la sua Inter hanno eguagliato per ora il Napoli dell’annata 2022-23, quella del terzo scudetto. Una coincidenza che abbina di nuovo la squadra che vince il titolo a quella che fa più male agli avversari dalla bandierina. Per l’Inter è una costante: quando c’è un corner, il gol è dietro... l’angolo", aggiunge il quotidiano.