Protagonista della cavalcata in campionato e anche della vittoria in finale di Coppa Italia. Sempre nel segno del Toro
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A mettere ancora una volta il sigillo su una vittoria dell'Inter è stato il capitano, Lautaro Martinez. Protagonista della cavalcata in campionato e anche della vittoria in finale di Coppa Italia. Sempre nel segno del Toro.
"Braccia larghe e avvolgenti, gambe piantate a terra come radici di una quercia, alle spalle un popolo in cammino: c’è qualcosa di classicheggiante, vagamente religioso, nel vedere Lautaro esultante davanti alla curva nerazzurra dell’Olimpico. L’argentino ha scavalcato i cartelloni ed è corso verso i tifosi, poi ha offerto il suo 10 nerazzurro alla gente: era l’eroe davanti alla moltitudine, la consacrazione di un destino collettivo. Il capitano ha fatto la parte del redentore una volta ancora, trascinando l’Inter nei due titoli di stagione, proprio ciò che serviva per seppellire il passato. Ha vinto il 21° scudetto in 108 anni di gloriosa storia da capocannoniere, nonostante muscoli dispettosi che lo hanno tenuto fuori più del solito, e ha marchiato pure la finale di Coppa Italia, l’oliva nel Martini nel brindisi di stagione. Niente di strano, niente che non si sia già visto su questi schermi: l’argentino era re dei bomber anche nel viaggio tricolore di due stagioni fa, quello terminato su una stella, e questo era addirittura il terzo sigillo in una finale di Coppa Italia. Nella prima vinta contro la Juventus nel 2022 era rimasto a secco solo per caso, ma nell’ultima prima di ieri contro la Fiorentina nel 2023 ne aveva segnati due: gli unici nerazzurri con un tris totale di reti in questi tipi di gare erano stati Hernan Crespo e Julio Cruz, evidentemente tutta una questione argentina", sottolinea La Gazzetta dello Sport.