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Getty Images
Alberto Polverosi, giornalista del Corriere dello Sport, ha commentato il successo dell’Inter per 3-2 sul Como nella semifinale di ritorno di Coppa Italia nel consueto appuntamento con l’editoriale, pubblicato nella versione odierna del quotidiano.
“Non ce ne vogliano i tifosi dell’Inter, ma davanti alla tv abbiamo tifato per i supplementari. Volevamo godere ancora un’altra mezz’ora di un calcio che dalle nostre parti vediamo troppo di rado. Per questo ringraziamo Inter e Como, Chivu e Fabregas, questa semifinale è stata uno spettacolo. Bello il Como, ma troppo forte l’Inter. Che, come era capitato nell’ultima sfida in campionato, ha rimontato due gol ed ha conquistato la finale di Coppa Italia del 13 maggio”.
Poi l’elogio a Calhanoglu:
“Davanti a Paz ci si può entusiasmare, ma davanti a Calhanoglu, a questo Calhanoglu, ci si può solo inchinare. E’ stato l’uomo della rimonta, il capo della riscossa. Lui e Sucic, il turco due gol e un assist, il croato due assist e un gol, la coppia che ha rispedito il Como sul lago con un’altra sconfitta contro i futuri campioni d’Italia. Nelle quattro partite di questa stagione, l’Inter ha rifilato undici gol alla squadra di Fabregas, senza che il giovane allenatore spagnolo abbia saputo porre rimedio. Tutti dobbiamo crescere. La tecnica, la qualità, la bellezza del gioco, lo stupore delle giocate, tutto questo non è bastato al Como di fronte alla potenza fisica, atletica e soprattutto mentale dell’Inter. E’ stata proprio questa differenza a dare vita a una partita bellissima”.
Sulla partita:
“Nei primi 45 minuti il Como aveva messo sotto l’Inter con un’occasione, un palo e un gol. Tutto questo a San Siro, contro una squadra che in campionato l’aveva bastonato all’andata e al ritorno. Il Como non ha avuto nemmeno un timore, nemmeno un’esitazione a imporre il proprio marchio, ha giocato con una personalità impressionante, tenendo palla quando e quanto era necessario, senza farsene un’ossessione. Ha aumentato la velocità e l’ha abbassata, ha preso l’iniziativa e l’ha lasciata, ha giocato come se partite di questo livello, una semifinale di ritorno della Coppa Italia, fossero il suo pane quotidiano. Questo è successo nel primo tempo. Ma il 2-0 a inizio ripresa ha fatto esplodere la partita. L’Inter ha aumentato i giri fino al punto più alto, un punto impossibile da sostenere per la squadra di Fabregas. Che si è chiusa e ha cercato l’unica via d’uscita possibile, quella del contropiede. L’Inter era diventata un peso massimo con la sveltezza di un peso mosca, il Como si è ritirato nella propria area di rigore. E’ stato il momento determinante, il momento in cui la tecnica lascia il posto alla forza, alla pressione, alla spinta forsennata. E in venti minuti, grazie a Calhanoglu e Sucic, l’Inter ha trasformato l’assedio in un altro trionfo”.
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