Dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, il ct Rino Gattuso ha rassegnato le sue dimissioni rinunciando agli ultimi stipendi. Queste le sue riflessioni riportate dal Corriere della Sera:

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Retroscena Italia: Esposito non era il primo rigorista. Ecco cosa è successo
“Rino Gattuso sente di aver dato tutto quello che poteva, forse anche di più. E si sfoga con chi gli sta vicino in queste ore, in cui la presenza costante della moglie Monica e dei due figli è fondamentale. E le telefonate degli amici e di chi gli esprime solidarietà e rispetto, umano e professionale, sono un conforto”.
BASTONI
—Tra i giocatori più difficili da consolare c’erano per ovvie ragioni Bastoni e Esposito. Sull’espulsione del difensore già a Zenica Rino aveva spiegato che era stato studiato un modo diverso di difendere «all’indietro», che evidentemente in quell’occasione non ha funzionato. E già aveva espresso dubbi sull’arbitraggio di Turpin. A mente fredda, la riflessione è anche sul regolamento, perché la verità che Gattuso ripete a sé stesso è beffarda e fa ancora più male: se Donnarumma non avesse parato dopo il tocco di mano di Dzeko, il gol bosniaco sarebbe stato annullato, mentre l’intervento del capitano azzurro ha rimesso in gioco la palla, finita sui piedi di Tabakovic, autore del pareggio.
ESPOSITO
—“L’ultima verità riguarda proprio Pio: non era il primo rigorista, ma era stato designato come terzo e si è offerto lui di calciare subito. Un atto di coraggio, forse fatto con la frenesia dei vent’anni per ridurre la pressione dell’attesa: il ct e il suo staff non se la sono sentita di contraddirlo, per non alterare il delicato meccanismo psicologico che accompagna i rigoristi. È andata male. E Rino ha consolato il giovane centravanti ricordandogli che anche Roby Baggio ha sbagliato dal dischetto. Ma Pio ha tutta la carriera davanti per rifarsi”, scrive il Corriere della Sera
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