- Squadra
- Calciomercato
- Coppa Italia
- Video
- Social
- Redazione
news
Repubblica – Rocchi, bussate e Gioca Jouer: il codice segreto in sala VAR. “Da quando è stato tolto…”
"Non solo le "bussate" sospette sulle quali indaga la procura di Milano. A dar retta ai critici dell'operato di Gianluca Rocchi e del suo interventismo nella sala Var di Lissone, c'era una sorta di metodo che qualcuno, con velenosa ironia, definiva "Gioca Jouer", come il famoso tormentone di Claudio Cecchetto". Il quotidiano La Repubblica spiega cosa c'è effettivamente dietro l'avviso di garanzia arrivato all'ex designatore degli arbitri.
"Una collezione di gesti e segnali per segnalare ai varisti come comportarsi nel caso, per esempio, di un rigore sospetto. E quindi se allertare l'arbitro in campo. Messaggi in codice, come a briscola. Un vocabolario muto. Il gesto della mano alzata? Significava «non intervenire». Il pugno chiuso? «Intervieni». Se sono esagerazioni (o denigrazioni) frutto delle faide interne al mondo dei fischietti, oppure tasselli che sostanziano le accuse, lo si capirà quando i pm scopriranno le carte", spiega il giornale.
Sotto la lente di ingrandimento è finito la famosa bussata al vetro delle porte che separano le telecamere del VAR di Lissone dal resto del mondo. Lì deve decidere chi è designato per farlo: Rocchi non può bussare. Evita un errore, ma non può farlo. "Il Var in Italia era partito dentro dei furgoncini parcheggiati fuori dagli stadi. Lissone doveva tenere gli arbitri al riparo da condizionamenti esterni. Siamo arrivati invece al paradosso: dal progresso che doveva garantire trasparenza a una sorta di "governo ombra", una stanza dove si decide se un fallo è da rigore e una scivolata da rosso per tutte le partite, con il designatore che bussa e influenza il giudizio. Il "Gioca Jouer". Magari in buona fede, per garantire uniformità di giudizio. Secondo i pm, superando però il confine dell'ingerenza e della «frode sportiva»", si legge sul quotidiano.
"La procura avrebbe acquisito gli ultimi due anni di audio e i video della control room del calcio italiano. «Le "bussate" in sala Var? Nell'ambiente se ne parlava e si sapeva che il protocollo non lo permetteva», dice all'Agi Daniele Minelli, ex arbitro, che nel luglio del 2025 si è ritirato perché deluso dall'ambiente. Racconta un altro paradosso: «Da quando a Rocchi e i suoi vice non si sono più presentati a Lissone perché la federazione ha imposto la presenza della procura federale all'interno della Sala Var dopo la denuncia di Rocca, gli errori degli arbitri si sono moltiplicati in modo devastante»", conclude l'articolo del quotidiano.
(Fonte: Repubblica)
© RIPRODUZIONE RISERVATA