FC Inter 1908
I migliori video scelti dal nostro canale

fcinter1908 news rassegna stampa Rocchi a San Siro parlava con un arbitro. Caso designazioni: qual è l’anomalia?

news

Rocchi a San Siro parlava con un arbitro. Caso designazioni: qual è l’anomalia?

Rocchi
L'aggiornamento sulle possibili responsabilità dell'ormai ex designatore arbitrale nella vicenda emersa in questi giorni
Daniele Vitiello
Daniele Vitiello Redattore/inviato 

"Fonti interne della Procura di Milano fanno sapere che Rocchi, a Milano, parlava «con un arbitro»", si legge sul Corriere dello Sport. Il riferimento è a quanto accaduto in quell'ormai famoso 2 aprile. Prosegue ancora il quotidiano: "Per questo sarebbe stato escluso il coinvolgimento di dirigenti e società. In attesa di capire quali sono le carte in mano del pm Ascione, negli ambienti sportivi ci si chiede quale sia l’anomalia, visto che Rocchi, degli arbitri, è il designatore. Un po’ come se si trovasse anomalo che un farmacista parli con una casa farmaceutica. Certo, poi bisognerà capire il contenuto di quelle conversazioni. Vedremo".

Rocchi

Il quotidiano si sofferma proprio su questo: "Le designazioni sono al centro delle contestazioni rivolte a Rocchi, in particolare quelle per Bologna-Inter (Colombo, che gli inquirenti inquadrano come “gradito” all’Inter) e Milan-Inter, semifinale di coppa Italia (data a Doveri così da non poterlo poi designare ai nerazzurri per il resto della stagione).

Le testimonianze non si limiterebbero solo alla trentina di persone ascoltate in Procura, fra i quali ci sarebbero proprio Colombo e Doveri. L’ipotesi (tutta da dimostrare) è che - se intercettazione c’è - ci siano audio e frasi «a strascico» da altre inchieste (quella sulle Curve di Milano, ad esempio, e la gestione dei parcheggi). Per questo motivo la situazione dell’inchiesta sarebbe stata definita «fluida«, cioè, in attesa di definizione. Resta però che il designatore nelle sue scelte deve garantire sempre il miglior arbitro per la partita scelta. Ed evitare di mandare un direttore di gara ad una squadra non è «favorire» ma «garantire» sia l’arbitro che la partita stessa".