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Libero – Scudetto porta il nome di Marotta: con lui l’Inter non sbaglia mai le scelte cruciali

Eva A. Provenzano
Eva A. Provenzano Caporedattore 
Il club nerazzurro ha vinto il suo ventunesimo titolo in Serie A e secondo il quotidiano a fare la differenza è stato anche il presidente

"Questo scudetto ha un nome, Giuseppe, e un cognome, Marotta. L'uomo della continuità, della stabilità, della tranquillità. Tutte caratteristiche che l'Inter, nella sua ultracentenaria storia, non ha quasi mai avuto, perché se in passato è stata "pazza" in campo, è perché lo era anche al di fuori. Dal 2018 a oggi, invece, l'Inter è continua, stabile, tranquilla. Da morattiana a marottiana, inversione di due lettere e di un mondo intero". Il quotidiano Libero assegna a Marotta i meriti di Marotta per la vittoria del 21esim scudetto. E ovviamente non solo per quello.

"Da morattiana a marottiana, inversione di due lettere e di un mondo intero. Da otto anni l'Inter abita stabilmente i piani alti del calcio e vi è rimasta ancorata persino di fronte a scosse come il passaggio forzato da una proprietà come Suning (che conservava ancora qualche tratto del vecchio mecenatismo all'italiana) a un fondo come Oaktree, pura espressione del nuovo pragmatismo finanziario che avanza. Praticamente nessuno si è accorto del cambiamento. Nessuno. L'Inter ha continuato a procedere spedita perché lui ha assorbito le scosse, sterilizzato ansie e governato il club", scrive ancora il quotidiano a proposito del ruolo del numero uno nerazzurro.

Focus sul cambio dell'allenatore alla fine della passata stagione. "Non si è fatto prendere dal panico o si è fatto condizionare dall'umore nevrotico della piazza nella scelta del successore. Ed eccolo, il successore: Cristian Chivu è una mossa che solo Marotta poteva concepire e che solo l'Inter, tra le grandi del panorama italiano, poteva sostenere.

Quella che per i più era una scelta al risparmio o, peggio, un'improvvisazione dettata dalla fretta, si è rivelata in realtà una mossa profondamente "pensata". Chivu era la risposta

perfetta alle reali esigenze che aveva la squadra in quel preciso istante. Esigenze che potevano serenamente collidere con i desiderata della nuova proprietà: agli occhi di un fondo americano alle prime armi con il soccer, un tecnico esordiente offre meno garanzie rispetto a un profilo internazionale. Una mossa in controtendenza. Una situazione oggettivamente esplosiva", scrive ancora il giornale.

Approvata quindi la scelta di Marotta e del suo management su Chivu. "E questa è la più grande qualità di Marotta: sapersi prendere il giusto tempo per non agire mai d'impulso, dimostrandosi dimostrandosi però tempestivo e implacabile nelle scelte cruciali. È un patrimonio di esperienza, certo, ma è anche e soprattutto puro talento manageriale.

Ecco, la verità è che l'Inter ha talento anche dietro le scrivanie, laddove quasi tutte le rivali, ciclicamente, annaspano. Per questo motivo, per una volta, il personaggio chiave di uno scudetto non è un giocatore né un allenatore, ma un dirigente. O meglio, un presidente", conclude.

(Fonte: Libero)