"Così dopo lo scudetto ha incastonato la perla della doppietta in Coppa Italia che, ad un anno di distanza, lenisce ferite profonde, quelle delle vistose cicatrici sulla pelle nerazzurra. C’è riuscito con buon senso, ma anche personalità. Con l’aria di chi ascolta tutti, ma poi decide in proprio; sapendo — da ex protagonista — che lo spogliatoio non è solo la stanza per cambiarsi e vestire gli abiti da gioco, ma un luogo dove si creano le stagioni vincenti, i successi più cristallini, l’inizio di ere calcistiche. Protetto dal club — organizzato e solido — il Nostro non solo ha tenuto botta al rinculo della doppietta, intesa como lo schioppo che fa saltare la mira ai principianti. Ma è andato a prendersi qualcosa che per molti era troppo grande per lui. E lo ha fatto con merito e determinazione. Nasce così un allenatore vincente in questa notte romana che cancella anche — per quanto sembrava impossibile solo qualche settimana fa — l’acre sapore norvegese, quello targato Bodo, il fallimento Champions, maledizione nerazzurra mai sopita. Ci sarà tempo per pensare a questa lunga rivincita internazionale dopo due finali perse ed una eliminazione sorprendente. Ma adesso, qui, nell’Olimpico della festa nerazzurra, con la Coppa Italia tra le mani, il quarantacinquenne promette un futuro sempre più vincente al suo popolo", aggiunge il Corriere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA




/www.fcinter1908.it/assets/uploads/202507/999cbc080ddf16c8f068dec67d58ddc1.jpg)
