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Tra gli artefici della grande stagione dell'Inter c'è sicuramente anche Cristian Chivu. Il tecnico, alla prima stagione in nerazzurro, ha centrato la doppietta e definitivamente allontanato le critiche di inizio stagione.
"È vero, in campo ci vanno i giocatori e questa Inter dominatrice della stagione nostrana, è satura di campioni e protagonisti di alto livello. Eppure, solo 12 mesi fa, con gli stessi ingredienti, la stagione impazziva come una maionese. Mortificata dalla certezza di uno scudetto sfumato in modo inspiegabile e umiliata nella notte più bella, quella della Coppa dei Campioni, mai così nefasta per gli sconfitti nella storia recente. Dunque, affidare questa ciurma all’ex difensore nerazzurro, demiurgo delle giovanili, ma con soli 4 mesi di apprendistato in serie A sulla panca parmense, a molti sembrò un azzardo. Col cavolo. Cristian Chivu conquistando lo spogliatoio, ha conquistato l’Inter. E l’ha spinta verso confini consoni al proprio lignaggio", sottolinea il Corriere della Sera.
"Così dopo lo scudetto ha incastonato la perla della doppietta in Coppa Italia che, ad un anno di distanza, lenisce ferite profonde, quelle delle vistose cicatrici sulla pelle nerazzurra. C’è riuscito con buon senso, ma anche personalità. Con l’aria di chi ascolta tutti, ma poi decide in proprio; sapendo — da ex protagonista — che lo spogliatoio non è solo la stanza per cambiarsi e vestire gli abiti da gioco, ma un luogo dove si creano le stagioni vincenti, i successi più cristallini, l’inizio di ere calcistiche. Protetto dal club — organizzato e solido — il Nostro non solo ha tenuto botta al rinculo della doppietta, intesa como lo schioppo che fa saltare la mira ai principianti. Ma è andato a prendersi qualcosa che per molti era troppo grande per lui. E lo ha fatto con merito e determinazione. Nasce così un allenatore vincente in questa notte romana che cancella anche — per quanto sembrava impossibile solo qualche settimana fa — l’acre sapore norvegese, quello targato Bodo, il fallimento Champions, maledizione nerazzurra mai sopita. Ci sarà tempo per pensare a questa lunga rivincita internazionale dopo due finali perse ed una eliminazione sorprendente. Ma adesso, qui, nell’Olimpico della festa nerazzurra, con la Coppa Italia tra le mani, il quarantacinquenne promette un futuro sempre più vincente al suo popolo", aggiunge il Corriere.
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