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Libero – Il teorema di Gravina: c’erano le idee ma mancavano soldi e potere

Eva A. Provenzano
Eva A. Provenzano Caporedattore 
L'ormai ex presidente della Federazione ha pubblicato la relazione che avrebbe portato davanti alla Camera, un appuntamento poi annullato per le due dimissioni a seguito dell'eliminazione dell'Italia dai Mondiali

Gabriele Gravina, ex presidente della FIGC, ha pubblicato il documento che avrebbe portato in audizione davanti alla Camera dei Deputati in un impegno nel quale avrebbe dovuto relazionare sul calcio italiano. Un appiuntamento annullato in seguito alle sue dimissioni arrivate a seguito dell'eliminazione dell'Italia dai Mondiali.

In 11 pagine, come riporta il quotidiano Libero, lascia "un testamento, un’auto-assoluzione, un’accusa e una ricandidatura magari come consigliere per chiunque ne prenderà il posto dopo le elezioni del 22 giugno".

Il teorema

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"Il teorema è semplice: le idee e i progetti c’erano, mancava ciò che serviva per metterli in moto, ovvero soldie potere,inteso come possibilità di conciliare le componenti federali o di modificare/forzare i vincoli statutari esistenti. I soldi li ha chiesti, senza ottenerli, al Governo attraverso una percentuale sulle scommesse, tax credit per investire sui giovani e fondi per ammodernare gli stadi. Il potere, invece, lo rivendica direttamente nei confronti delle componenti federali, nonché suoi stessi elettori, incapaci di fare sistema. Così facendo svela il loro cinico modus operandi: armati del“diritto di intesa” e della minaccia di ricorsi nei tribunali, bloccano qualsivoglia riforma, non soltanto quella del numero di squadre professionistiche o deiformat dei campionati", spiega lo stesso giornale.

I numeri del CIES

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Ieri il CIES ha pubblicato l'indagine sull'utilizzo degli Under21. "Tre delle quattro squadre con il minor impiego di giovani nei top-5 campionati europei nell’ultimo lustro sono italiane: l’Inter (0,8% deiminuti totali),la Lazio (0,4%) e il Napoli (addirittura 0%)". In pratica sono numeri di cui Gravina ha parlato nella sua relazione. In Italia i giovani fanno eccezione.

La Serie A ha un'età media in campo di 27 anni ed è l'ottavo torneo più anziano d'Europa. I calciatori non selezionabili per la Nazionale italiana giocano il 67,9% dei minuti, il sesto peggior dato

continentale; è il 49° campionato al mondo (su 50 monitorati) per percentuale diminuti giocati da calciatori Under 21 (1,9%)". E da qui l'involuzione tecnica del campionato italian dove la palla viaggia a 7,6 metri al secondo, contro i 10,4 della Champions. Serie A è ultima trai primi cinque campionati europei per dribbling a partita (e il dato è passato in pochi anni da 19,02 a 12,36). Fuori dalla top10 delle leghe per metri percorsi in sprint; Italia ultima tra i top 5 campionati europei per “fattore di aggressività durante le fasi di pressing". Insomma, chi prenderà in mano la Federazione dovrà partire proprio da questi numeri. Non sarà semplicissimo, ma bisogna ricominciare da qualche parte.

(Fonte: Libero)