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Zazzaroni: “Inchiesta su Rocchi ha forte rumore di…niente! Chi lo ripaga se…”
Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, direttore del quotidiano, si è espresso così sull'inchiesta su Gianluca Rocchi: "Chissà se Gianluca Rocchi ha letto Il Processo di Kafka: «Qualcuno doveva aver calunniato Josef K., perché senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato».
Chissà se ha mai visto il calvario di Alberto Sordi in “Detenuto in attesa di giudizio”: «Signor Di Noi, vuole accomodarsi un momento in ufficio? È una semplice formalità». E chissà se ha mai sentito parlare di Enzo Tortora e Lelio Luttazzi che vennero trascinati negli abissi con accuse gravissime, poi dimostratesi infondate, che ne demolirono, senza appelli o cassazioni, l’identità.
Chissà chi ripagherà la tintoria a Rocchi quando gli schizzi di fango avranno smesso di girare nel ventilatore e dell’esistenza di prima, sporcata dal dubbio, rimarranno macchie che anche a lavarle, non vanno via. Il linciaggio, quando giudice e carnefice si fondono con il sentimento popolare, lascia a terra le persone e le calpesta con voluttà senza ritegno. Muore la pietà e, con lei, anche la giustizia. Come abbiamo fatto a diventare così? Qual è stato il momento esatto in cui abbiamo preferito il giacobinismo al ragionamento?
Cosa c’è davvero, dietro alla preparazione dell’ennesimo presunto scandalo da dare in pasto ai social? A una prima rapida impressione, un forte rumore di niente. Qualcuno dovrebbe dire basta e qualcun altro dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non accadrà, è pacifico, fino al prossimo Rocchi. Lo spettacolo deve continuare, anche se, per dirla alla Bastianich, «è come film di orrore». A questo punto spero che Rocchi sia effettivamente colpevole perché, se non lo fosse, avremmo fatto altre vittime (non trascurate la famiglia) e distrutto un’altra carriera continuando a restare impuniti".
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